Qualcuno avrà pur sentito parlare dei «panni reali e curiali», e del famoso atto del Machiavelli che a sera si accingeva a leggere "gli antichi" con gli abiti di cui sopra. Chissà che non sia venuto in mente questo alla preside del liceo classico e socio-psico pedagogico Cosima Damiana De Gennaro. Chissà che non le sia venuto in mente questo quando ha proposto ai suoi rappresentanti d'istituto di avere tutti la stessa divisa a scuola.
Un sondaggio che ha scatenato un bel dibattito tra gli alunni nella scuola. Quali sono i pro? Quali i contro? Non ci sarebbero distinzioni tra abbienti e meno, ma non ci sarebbero neanche distinzioni di "stili". Una felpa bianca per l'inverno e una maglietta (sempre bianca) per l'estate, e dei blue jeans. Sulla felpa e sulla maglia ci sarà il logo della scuola che reca il motto "Maiora canamus" tratto dalle Egloghe di Virgilio.
La preside intenderebbe chiedere fondi al Ministero per poter fornire la scuola di questa "divisa identitaria" per non gravare sulle famiglie dei ragazzi. Pare che gli alunni siano stati per la maggior parte contrari ma non si sono astenuti dal commentare infatti se ne è parlato anche durante assemblee di classe e di istituto.
Un precedente in Italia c'è ed è al nord dove nel trevigiano gli alunni di alcune scuole medie inferiori e superiori indossano una felpa azzurra mentre le alunne una felpa rossa. Una scelta diversa quindi a quella dei college inglesi dove le ragazze indossano una camicetta bianca, una gonna con i colori della scuola, calze al ginocchio e scarpe da tennis.
Maiora canamus, cantiamo di cose alte, lasciando da parte le cose frivole. Un'idea che affronta contro corrente il pensiero moderno di "scuola" e sicuramente avrà stupito persino gli alunni. Nulla è stato deciso e si prevede che il dibattito si protrarrà nel tempo. Chissà se il paragone con il Machiavelli porterà tra le aule del liceo De Sanctis più asini d'oro, principi o mandragole.
