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Pompeo Camero - Comitato scuola pubblica Trani: la querelle continua

Continua il battibecco tra l'assessore provinciale e il comitato scuola pubblica Trani: questa volta è l'assessore Camero a prendere "carta e penna" e a rispondere al comitato sulla questione dell'alberghiero a Trani. Di seguito la nota dell'assessore:

«Potrebbe anche accadermi di fare il “figo”, come ritiene il Comitato per la scuola pubblica tranese, ma non di certo “citando il primo decreto che mi viene in mente”, specie se quest’ultimo poi è il Testo Unico delle Autonomie Locali, come dire il mio pane quotidiano posto che faccio il dirigente in un Ente Locale e per giunta ho rinunciato ad esser collocato in aspettativa, vivendo del lavoro nel Comune di Bisceglie e dilettandomi facendo l’amministratore pubblico in Provincia.

Proverò a spiegare, come si faceva una volta per gli accoliti del vecchio Pci alla “Scuola di Frattocchie”, che ritenere non sufficienti le garanzie di copertura finanziaria offerte dalla Provincia all’istituzione della nuova scuola – secondo quanto riferisce la Regione - o condizionare un parere favorevolmente espresso all’assunzione da parte della Provincia degli oneri di attivazione dell’Alberghiero a Trani – come avvenuto da parte dell’USR Puglia - comporta in finanza locale valutare la natura delle spese programmate che, nell’acquisto di cucine o nell’allestimento di sale bar, di reception o di ambienti di somministrazione, equivale ad approvvigionamento di beni a fecondità ripetuta.

Le opere infrastrutturali vanno difatti previste innanzitutto nel programma triennale 2011/2013 dei lavori pubblici (allegato al Bilancio 2011) e gli investimenti vanno iscritti nelle spese in conto capitale, sia del Bilancio che del Peg 2011 approvabili per legge entro il 31 marzo 2011 e non di certo a novembre del 2010. Orbene, mi dite come poteva la Provincia, senza un decreto istitutivo dell’alberghiero, superare i limiti citati ed assumere per giunta un impegno di spesa ai sensi dell’art. 183 del D.lgs. 267/2000? Corte dei Conti docet! Pensate che anni addietro persino la Provincia di Bari ci provò ma con l’Istituto Professionale Lotti di Andria, per il quale acquistò le cucine, che da anni son lì ancora imballate per un Alberghiero mai nato.

Prosegue il tormentone leggendo che si sta valutando di allestire a Trani la sede distaccata di uno dei 3 alberghieri (Molfetta, Margherita di Savoia e Canosa di Puglia); mi domando: ma se tutti e tre sono già al limite superiore dei 900 alunni è possibile farlo? Ed alla Provincia di Bari è possibile allestire un Alberghiero a Trani? Ma non è più semplice affidarlo al Professionale Bovio di Trani, considerato che lambisce il limite inferiore dei 500 iscritti?

Suvvia, non prendiamoci in giro, rinviare a provvedimenti da assumersi negli anni successivi, come ha deliberato la Giunta Regionale, equivale ad una sostanziale bocciatura ed io invece, convinto come sono che l’Assessore Regionale al Diritto allo Studio – Prof. Alba Sasso è persona competente e di buon senso, attendo la sua mediazione illumini il semaforo verde per Trani.

Se qualcuno è stato infastidito dalla tenacia con la quale abbiamo difeso le nostre idee ed i nostri programmi, sappia che siamo pronti a ravvederci, purché si rispettino le esigenze della collettività, nel caso di specie, di quelle famiglie che spendono più di altre, pur di intercettare per i propri figlioli un Alberghiero il più vicino possibile alle rispettive residenze.

Mi avvio alle conclusioni rispondendo al Comitato che chiede ancora se “sono più gravi le conseguenze della riforma Gelmini o il rinvio dell’istituzione della nuova scuola a Trani?”

Non sono abituato a fare commistioni tra argomenti tra loro non comparabili, per cui considero due distinti quesiti ai quali disgiuntamente vado a rispondere evidenziando: penso che la riforma della scuola pubblica fosse necessaria lo dimostrano l’eccessiva frammentazione dei curriculi che ha imposto la “reductio ad unum” dei vari indirizzi, i rapporti dell’Invalsi sul divario di apprendimento nord-sud, la consapevolezza che da noi oltre il 90% delle risorse sono assorbite dalla spesa per il personale a discapito di strutture, laboratori, palestre, sicurezza dei luoghi dell’apprendimento, suppellettili, interventi extracurriculari da far convergere nel curricolo, ecc. ed il fatto stesso che da anni ci hanno provato a farla eminenti esponenti della sinistra come Berlinguer, Fioroni, De Mauro, Zecchino ma c’è riuscita poi soltanto la Gelmini.

Anch’io son convinto che si poteva fare di più e di meglio, ma la posizione dell’Italia per molti aspetti fanalino di coda in Europa, oramai non era più tollerabile. Per il secondo quesito invece, quanto all’Alberghiero tranese, si vociferava già di scuole private parificate pronte a munirsi del relativo decreto ed io che sono per la scuola pubblica questo non lo consentirò mai»

Pompeo Camero

 

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