In mattinata si è conclusa l’ispezione da parte di una delegazione sindacale dell’Osapp guidata da Domenico Mastrulli presso la nuova ala del carcere maschile di Trani. Il penitenziario di Trani la cui capienza regolamentare per l’intero istituto non dovrebbe superare le 228 persone arrestate, ne contiene quasi 259 andando ben oltre la soglia regolamentare appena accennata. Durante l'ispezione il sindacato si è reso così conto in che condizioni sconteranno la pena gli altri 110 detenuti che potranno essere ospitati dalla casa circondariale di Trani.
Nella nuova ala ci saranno due celle, una per piano, destinate a detenuti disabili i cui standard sarebbero stati applicati in costruzione, a quelli delle carceri americane. Tutto è automatizzato, celle e uffici telecomandati da più sale regie che fanno capo ad una sala regia generale penitenziaria dove dovrebbero essere poi impiegate almeno dieci unità di polizia a rotazione. Il piano-terra accoglierà uffici come: cappellano, educatori, medico, infermeria, assistenti sociali, aule scolastiche e formative,oltre ad un reparto per solo 27 reclusi ed il cui metraggio della singola stanza rispetterebbe i 3,80 metri quadri previsti dalla Corte Internazionale Europea per i diritti Umani.
I restanti due piani superiori, primo e secondo, sarebbero destinati solo ai detenuti e non ci dovrebbero essere più di 46 persone per piano, praticamente dodici celle tra singole e plurime, con una sala ricreativa generale apparsa al sindacato poco spaziosa per tutta la collettività, mentre il vano bagno di questa sala, benché corrispondente alle norme di sicurezza tra cui quello per persone disabili, mancherebbe di telecamere a circuito interno, spioncini per la Vigilanza continua sui reclusi che vi accedono per problemi fisici personali ma a cui non bisogna interrompere il controllo per ovvie ragioni di incolumità ed incompatibilità tra reclusi.
Tutti i reparti sono dotati di passeggio, praticamente sono sette settori per la fruizione dei momenti di aria e socialità all’aperto, dotati di bagni e sale controllo. In caso di blocco o rottura delle apparecchiature tecnologiche, la polizia penitenziaria, mancante apposite "Garitte Blindate" sulla cinta muraria del perimetro di passeggio, sarà costretta a vigilare a cielo aperto.
E’ emersa una ulteriore nuova sezione detentiva totalmente ristrutturata come il reparto transito reclusi, postazione di accettazione e decollo nuovi giunti, un reparto al pari della nuova ala detentiva, totalmente messa a nuova con stessi standard appena citati di 11 celle biposto che raccoglie posti a castello per 22 detenuti, con doppio cortile passeggio tutto sotto occhi tecnologici e manipolazione elettronica.
Per l’Osapp «dopo un’attenta analisi congiunta tra direzione e comandante di reparto con supporto di polizia qualificato, è stato stimato che per l’apertura di un tale reparto servono almeno 60 poliziotti, proprio quelli che si trovano in distacco da diversi anni presso i penitenziari di Spinazzola, Trinitapoli, Uffici del Prap ed Epe, Tribunale e Procura di Bari, con questo personale si potrebbe dare il decollo al nuovo reparto che in aggiunta alla forza attuale potrebbe anche raggiungere le 500 unità detentive. Inoltre, se sarà costruita la nuova sezione di più piani, secondo il piano carcere del Ministro Alfano e del Presidente Franco Ionta con ulteriori 250/300 detenuti, Trani potrebbe ritornare ai tempi del "Super Carcere", fiore all’occhiello dell’Europa e Turismo per la Città. Per tutto questo il Ministero deve mettere in campo - conclude polemicamente Domenico Mastrulli - il rientro generale dei poliziotti appena accennato, l’assegnazione ulteriore di 100 agenti di polizia tra uomini e donne e così spostare il carcere femminile nell’ex caserma agenti totalmente abbandonata a se stessa con gravi danni all’edilizia, responsabilità diretta dei predecenti direttori che a tutto hanno pensato, compreso dichiarare guerra alla legalità ed al sindacato, meno che salvare il salvabile di Trani».
