Pubblichiamo di seguito la relazione che il colonnello Antonio Modugno, comandante delle Polizia locali di Trani ed Andria, ha letto a margine della celebrazione religiosa tenutasi stamani ad Andria (città della cui Pm è comandante a scavalco) in occasione della festa di San Sebastiano, patrono dei vigili urbani.
_____
Saluto cordialmente i Signori Sindaci, avv. Nicola Giorgino e il dott. Giuseppe Tarantini, il Sig. Presidente del Consiglio Comunale della Città di Andria, il Sig. Presidente del Consiglio Comunale della Città di Trani, il Sig. Ass. alla Polizia Locale della Città di Trani avv. Giuseppe Paolillo, il Sig. Segretario Generale del Comune di Andria, il Sig. Segretario Generale del Comune di Trani, il Sig. Presidente del Tribunale di Trani, il Sig. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, il Sig. Prefetto dott. Carlo Sessa, il Sig. Presidente della Provincia, il Sig. Presidente del Consiglio Provinciale, i Signori Amministratori, le Autorità Religiose, Civili, Militari e di Polizia, la Stampa, tutte le Associazioni Sindacali e di Categoria, i Colleghi Dirigenti, Ufficiali, Sottufficiali, Assistenti e Agenti componenti i Corpi delle Polizie Locali, saluto anche i carissimi ragazzi delle scuole, le Signore e i Signori presenti.
A voi tutti, a nome mio personale e dei Corpi che rappresento, manifesto in primo luogo la sentita e doverosa gratitudine per la partecipazione a questa adunanza cittadina, attesa come momento di riflessione sul ruolo e sulle attività istituzionali dei Corpi nell’anno 2010, ma anche, e soprattutto direi, come diritto e dovere di restituire alla pubblica assemblea i grandi temi della vita collettiva.
Come tradizione vuole il 20 gennaio la Chiesa festeggia San Sebastiano, Patrono della Polizia Locale, soldato fedele e martire educato alla fede cristiana, vissuto intorno al III secolo d.C.
Ho notizia certa che, questa solenne cerimonia è diffusa e sentita nella maggioranza dei Comuni d’Italia, per cui è d’obbligo ricordare l’essenza del messaggio del Santo, rappresentato nella copiosa iconografia medievale e rinascimentale, trafitto dalle frecce dei suoi commilitoni su ordine di Diocleziano.
La vita e il martirio di Sebastiano sono contrassegnati da una straordinaria forza emblematica: il Santo è al servizio dell’uomo più potente di quel tempo, eppure Lui serve l’uomo più debole; l’imperatore Gli dà ordini, tuttavia il Nostro tende l'orecchio all’uomo comune; agli agi e onori del Palazzo preferisce i disagi e gli oneri di chi è per strada.
Tutto ciò accade perché la Sua missione è scritta nei Suoi valori di riferimento: quando il sovrano Gli impone di seguire le leggi del male, dell’ingiustizia e della violenza, Egli opta per le Leggi universali ed eterne del bene, della giustizia e della pace.
Pervasa da questa tradizione simbolica la Polizia Locale moderna ribadisce in questo pubblico consesso la sua tensione ideale, che è poi il suo ruolo e la sua funzione: quella cioè di una Istituzione al servizio della vita umana, della comunità e dell’ambiente contro le insidie delle mutevoli e poliedriche facce del male.
Ruolo che assume caratteri -a volte scomodi, invisi e impopolari- di imparzialità ed equità sia dinanzi ai fatti e ai costumi contra legem, sia al cospetto degli interessi di parte, delle possibili derive della politica e degli amministratori di turno, rispetto ai quali la Polizia Locale, con orgoglio e dignità, né attende né richiede alcuna legittimazione o investitura, essendo scritta nel proprio DNA la sua “mission”.
Alla luce di tale manifesto ho potuto apprezzare e coniugare i progetti etici dei Primi Cittadini avv. Nicola Giorgino e dott. Giuseppe Tarantini- e gli indirizzi delle Amministrazioni Comunali con la mia formazione umana e professionale in ventinove anni di attività, accettando e accertando, con consapevole autocritica, limiti e potenzialità, pregi e difetti, personali, strumentali e strutturali di questi Corpi di P.M., su cui elaborare livelli accettabili di funzionalità ed efficienza tesi a recuperare e guadagnare la fiducia del cittadino e quindi della collettività.
È difatti mia convinzione che su questa componente fondamentale, la fiducia, si mettano in gioco le relazioni tra uomo della strada e Istituzioni.
Parlo infatti spesso con i miei collaboratori dell’effetto boomerang dei rapporti che noi stessi instauriamo con i cittadini, poiché proprio da tali personali relazioni affiorano valutazioni più generali sulla efficienza, autorevolezza e attendibilità dei Corpi di Polizia Locale.
Ciò vuol dire che quanto più siamo in grado di rispondere agli appelli del cittadino tanto più si consolida la fiducia verso la nostra Istituzione; accrescere, quindi, la qualità della risposta all’utenza significa lavorare sulla fiducia e sull’affidabilità verso le Istituzioni, nonché, simmetricamente, ampliare la percezione di sicurezza nella comunità.
In tale ottica gli obiettivi prioritari dei Corpi che mi onoro dirigere e rappresentare nel corso dell’anno 2010, oltre alle innumerevoli attività (tutte dettagliatamente descritte in apposito comunicato stampa riepilogativo) che testimoniano la dispendiosa e silenziosa laboriosità degli Uomini in uniforme, possono compendiarsi in tre punti fondamentali:
1) UN’ATTIVITÀ INTERNA, d’ufficio, ispirata a principi giuridici di efficienza, pubblicità, economicità e trasparenza, facendo leva sulla formazione settoriale del personale e potenziando, per quanto consentito, le risorse tecnologiche.
È indubbio, infatti, che il miglioramento del servizio all’utenza corra oggi parallelo alle dotazioni tecnologiche, perché su tali risorse strumentali si evolvono anche le nuove strategie comunicative delle Pubbliche Amministrazioni, che in tal modo favoriscono agli utenti l’accesso ai servizi dell’Ente anche a distanza.
Inoltre, grazie alla partecipazione a seminari monotematici di specializzazione, continua l’opera di formazione di tutto il personale dipendente e in particolar modo per quanto attiene la Città di Andria la formazione plurispecialistica dei ventisei Agenti di P.M. neoassunti che si completerà entro il mese di febbraio 2011.
In materia di esercizi pubblici quindi in materia di Polizia Amministrativa nonché in materia di commercio quindi in materia di Polizia Annonaria, in collaborazione con gli Assessori all’uopo delegati, tanto si è fatto e Vi assicuro si farà; in tal modo ci si prefigge di incentivare l’imprenditoria e lo sviluppo economico; di favorire l’insediamento di nuove attività e unità operative; di soddisfare il bisogno sociale di aggregazione; di favorire l’aumento della concorrenza con evidenti benefici per i consumatori e le Amministrazioni Locali di riferimento.
2) UN'ATTIVITÀ DI POLIZIA STRADALE con posti di controllo traffico miranti alla salvaguardia della incolumità degli utenti della strada, attraverso la verifica dei documenti inerenti alla circolazione e l’efficienza dei veicoli
Rilevante in questo campo è stata l’attività di infortunistica stradale che in determinate circostanze ha richiesto una qualificata attività d’indagine di Polizia Stradale e Giudiziaria dei nostri operatori per risalire alle cause e alle responsabilità di gravi e a volte tragici incidenti stradali.
Il suddetto impegno è stato integrato dalla promozione e diffusione presso le scuole di un’attività formativa sulla cultura della sicurezza stradale, della legalità e della convivenza civile, che integra quindi le discipline curriculari tradizionali e arricchisce il patrimonio culturale giovanile.
Ritengo, infatti, che il ruolo della Polizia Locale e delle principali agenzie di socializzazione e formazione –istituzioni, scuola, famiglia, chiesa, associazioni, circoli- non possano moralmente sottrarsi alla sfida inderogabile della diffusione culturale della responsabilità e del rispetto, soprattutto fra i giovani, prima che sia troppo tardi.
3) UN’ ATTIVITÀ ESTERNA DI CONTROLLO INTEGRATO DEL TERRITORIO
In tale ambito, come si evince dai dati raccolti, efficace è stata l’attività di prevenzione e repressione delle occupazioni abusive di spazi pubblici (marciapiedi, carreggiate, piazze, giardini, ecc.) soprattutto in materia di commercio ambulante e lavori edili.
Sanzionate anche numerose azioni che pur non rientranti sotto la scure del Codice Penale costituiscono offesa al decoro dell’ambiente e alla qualità della vita comunitaria: le affissioni pubblicitarie abusive, il volantinaggio, la condotta indecente dei proprietari di cani, gli schiamazzi, ecc., insomma tutti quei piccoli e fastidiosi mali sociali che, se tollerati, diventano figli di mali peggiori.
In materia di Polizia Annonaria e Amministrativa, s’è passati da una prima fase di verifica della documentazione in possesso agli atti d’archivio ad una seconda di riscontro e controllo sul territorio che ha comportato l’applicazione di rigorose misure amministrative e penali.
Consistente l’attività accertativa effettuata in materia di abusivismo edilizio, impegno che ha portato a contestare e sanzionare violazioni di natura amministrativa e giudiziaria anche per l’inosservanza di vincoli paesaggistici, ambientali e idrogeologici.
Sul fronte della salubrità dell’ ambiente vorrei sensibilizzare un po’ tutti a un più incisivo impegno a favore del miglioramento della qualità della vita, a cominciare, va detto con sincera autocritica, da noi addetti al controllo, per continuare con gli operatori addetti alla raccolta dei rifiuti e alle pulizia delle strade, agli esercenti e alla loro utenza, ai consumatori, alle famiglie, ai proprietari di animali, alle aziende produttive.
Il rispetto dell’ambiente è un problema che coinvolge tutti perché su di esso si può leggere il grado di civiltà raggiunto da una società: la singola azione incivile è vista, infatti, come la frangia del tessuto generale, una specie di specchio della noncuranza, della tolleranza e della mancanza di indignazione.
Andria e Trani hanno una ricca e indiscussa storia di valori popolari, attrazioni ambientali, turistiche e tradizioni culturali-giuridiche-storiche che non possono essere immiserite dalla sciatteria di pochi impudenti.
SICUREZZA E CULTURA DELLA LEGALITA’
Dedico l’ultima riflessione, non meno importante delle altre, al capitolo sicurezza, questione sempreverde per ogni spazio e tempo, al centro del dibattito nazionale e locale.
Qui in Andria e Trani i fenomeni delinquenziali, non sempre sommersi, impongono considerazione e rigore, senza cadere in facili allarmismi, infruttifere strumentalizzazioni e superficiali panacee.
Indubbiamente la riforma dell’elezione diretta dei Sindaci, il decentramento e soprattutto la modifica del Titolo V della Costituzione, impongono alle Amministrazioni Locali il ruolo centrale di protagonisti e referenti delle sensazioni di sicurezza o insicurezza della comunità.
Fino a pochi anni fa la sicurezza era fenomeno riconducibile all’ordine pubblico e lo Stato e le sue Forze dovevano visibilmente affrontare l’annosa emergenza; oggi tuttavia i cittadini oltre alla presenza dell’operatore di Polizia sul territorio pretendono che gli Enti territorialmente più vicini interpretino i loro bisogni e offrano risposte concrete attraverso politiche di attenzione, di prevenzione e di intervento contro i tanti elementi di disturbo alla vivibilità e alla qualità della vita.
E’ in siffatta prospettiva, che al fine di restituire ai cittadini la legittima e pubblica fruizione degli spazi di aggregazione, socializzazione e formazione, durante lo scorso anno è stata prevista la presenza di nostri Agenti nelle principali Piazze cittadine e nelle principali aree pedonali di aggregazione.
Indubitabile è anche l’esigenza di nuovi tecnologicamente e più evoluti strumenti in funzione di Protezione Civile, campo in cui sono lieto di evidenziare e ringraziare il Volontariato locale per la pregiata collaborazione.
Ulteriore compattezza e certezza va data ai collegamenti operativi e informativi tra le Polizie Locali, Statali e Private -alle quali manifesto la riconoscenza dei Corpi e mia personale per l’instancabile e preziosa opera che si concretizza ancor più con l’insostituibile coordinamento dell’Autorità Giudiziaria- i cui rapporti, oggi basati sulle buone intenzioni dei singoli operatori addetti alla sicurezza, pretendono invece immediatezza di corollari normativi e chiari protocolli d’intesa tra Sindaci e Prefetti.
Su questo sfondo vi è però da riconoscere che la formazione della sicurezza e della legalità sono un compito, sì, principalmente Istituzionale, delle Autorità Locali e Statali, ma non possiamo considerarla una tela di Penelope, che alcuni tessono con cura e onestà ed altri disfano con incuria, invidia verso il prossimo e malanimo.
Questa formazione, infatti, intrecciando e rafforzando l’indole socievole che è propria della nostra vera natura, rigetta quel gretto ed egoistico individualismo che segna la dissoluzione del legame tra l’uomo e la polis, tra il cittadino e la sua comunità.
E’ un’attiva e faticosa trama comunitaria che si tesse anche tra le scale condominiali, tra i banchi dei mercati e supermercati, tra i viali dei giardini, nelle attività commerciali, le panchine della villa, gli oratori, le associazioni e i circoli, le sedi dei partiti, i mezzi di informazione, che così diventano partnership delle istituzioni e di tutti gli attori di Polizia.
E’ un fatto morale sostenerla e parteciparvi: vale come gesto di riconoscenza verso i nostri padri e di eredità verso i nostri figli.
Ringrazio tutti i presenti per l’ascolto
Il comandante
Col. dott. Antonio Modugno
