L'arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie e Nazareth, mons. Giovan Battista Pichierri, mercoledì prossimo potrà festeggiare il 20esimo anniversario della sua ordinazione episcopale. Esattamente 11 anni fa fece ingresso nella comunità ecclesiastica locale come Arcivescovo. Martedì inoltre, potrà festeggiare con grande gioia l'ordinazione diaconale di tre seminaristi accoliti: Ruggiero Lattanzio, Natale Albino e Domenico Pierro. Nello stesso giorno alle 17.30 gli sarà conferita la cittadinanza onoraria della città di Trani per mezzo del sindaco Giuseppe Tarantini.
Una giornata densa per tutta la comunità diocesana che in festa si recherà nella Cattedrale di Trani per condividere nella preghiera e nella gioia questi momenti di grazia. Nella semplicità cristiana, una chiesa dovrebbe essere "addobbata" in questi giorni nel migliore dei modi seppur con sobrietà ed eleganza. Quale "vestito" potrebbe adattarsi bene alla maestosità della nostra cattedrale? Quale paramento potrebbe sfilare dagli armadi della sagrestia?
Ad oggi pare che il distacco tra l'accento sull'infinito del campanile e la sottolineatura della bassezza umana delle pietre annerite da feci canine e rifiuti vari, sia ancora netto. In giornate come quella che la chiesa diocesana si appresta a vivere, la cattedrale accoglierà sicuramente gente che verrà da Barletta (città natale di Ruggiero Lattanzio e Domenico Pierro), gente che magari potrebbe venire da Sava (città che ha dato i natali al vescovo), o da tutti gli altri paesi che gravitano qui intorno.
Gente che sicuramente, tempo permettendo, vorrà scattare qualche foto o assaporare la brezza marina alle spalle della cattedrale osservandone la bellezza da tutte le angolature. Potranno così scoprire una città che desidera ardentemente la "conoscenza", tanto che cerca di togliere quanti più ostacoli possibili per raggiungere una possibile verità: è il caso del tombino aperto e pericoloso per i tanti che ci passeggiano e del cancello divelto che delimitava l'area pedonale.
Avranno modo di far conoscenza con i profeti locali che hanno dedicato frasi al "Deo Ignoto" destinate a rimanere lì nel tempo, sicuramente nella speranza che un giorno un Paolo di Tarso possa passare di là e dare un volto alla loro divinità. E intanto la cattedrale resta immobile con le radici piantate nel mare e i capelli spettinati dal vento. La torre della cattedrale ne misurerà le distanze dal cielo (cit. C. Brandi) anche in questo giorno di festa, soprassedendo a tutte le nostre piccolezze, che comunque è bene che qualcuno prima o poi possa limare... in qualche modo.
(d.d.)
