L’appello dell’assessore Paolillo ha riscosso scarso successo, l’allarme che emerge dalle parole del capo dell’Ufficio tecnico, Giuseppe Affatato, sembra l’abbiano colto in pochi. E così il mercato si trascina fra problemi vecchi e nuovi, fra passato, presente e futuro.
Che la soluzione di via Superga fosse meno peggio della precedente di via Umberto e dintorni era facile comprenderlo, ma, appunto, è solo meno peggio. L’assessore alla Polizia municipale ha rivolto invano un appello agli operatori a non lasciare rifiuti per strada dopo avere smontato le bancarelle. Invocazioni inascoltate, e, come sempre, tanto lavoro per l’Amiu e, adesso, la lodevole iniziativa dell’associazione Unimpresa di dotare gli operatori di bustoni di riferimento per ciascuno. Bravi, ma resterà un fatto isolato perché, quando l’attenzione si sarà sopita, il problema si ripresenterà puntuale.
E non è l’unico problema. Il mercato, infatti, blocca una strada ad alto e veloce scorrimento per oltre mezza giornata; costringe i cittadini ad un chilometro di cammino da un capo all’altro dell’area mercatale, percorso raddoppiato per chi ritorna al punto di partenza.
Pero dovrebbe essere una soluzione provvisoria. Condizionale d’obbligo perché, adesso, l’ipotesi del trasferimento mercato settimanale e degli spettacoli viaggianti nell’area denominata “Torrente antico” «è da esaminare con la massima attenzione», dice Affatato. L’area, infatti, trovandosi di fatto all’interno di una lama ed ai margini di una zona alluvionale, «presenta delle vaste zone ad alto rischio idrologico», conferma il dirigente.
Questo quindi, cosa comporta? «Che i promotori del Piano urbanistico esecutivo devono valutarne con attenzione il grado di pericolosità e, quindi, ogni Pue dovrà essere sottoposto all’approvazione dell’Autorità di bacino».
Una serie di problemi oggettivi, dunque, che rischiano di determinare ritardi nella definizione urbanistica di quella vasta area e, di conseguenza, il perdurare delle tante situazioni provvisorie: il mercato in via Superga, i circhi ed i luna park un po’ dove capita.
Non è quello che si era detto cinque anni. Non è quello che serve per ridar eun po’ di ordine a questa città.