«Nei giorni scorsi la società che aveva partecipato alla gara a evidenza pubblica deliberata dal consiglio di amministrazione dell’Amet, il 12 maggio 2009, finalizzata alla ricerca di un complesso immobiliare da adibire a nuova sede della spa comunale, ha notificato a ciascuno dei componenti del consiglio di amministrazione e al Comune di Trani, un atto di diffida e costituzione in mora con il quale invita e diffida l’Amet a indire una nuova gara ad evidenza pubblica per la scelta del soggetto finanziario dal quale ottenere i soldi, oltre 8 milioni di euro, necessari per acquistare l’immobile di sua proprietà in via Papa Giovanni.
Con il suddetto atto la società si riserva, in mancanza, di agire per ottenere il risarcimento dei danni subiti per l’eventuale mancata vendita, in considerazione della perdita di altre occasioni per la vendita con altri acquirenti e per gli interventi eseguiti sull’immobile per renderlo conforme alle richieste formulate da Amet.
La società lamenta che l’Amet, dopo aver comunicato l’aggiudicazione definitiva della gara effettuata con la delibera di cda del 7 ottobre 2009, non ha dato seguito alla stipula, dichiarando chiusa la procedura posta in essere, per il fatto che era andata deserta l’altra gara pubblica indetta sempre dall’Amet e finalizzata invece alla ricerca di una società finanziaria dalla quale prendere in prestito i soldi necessari.
La vicenda dell’acquisto di una nuova sede per Amet, per noi assolutamente sbagliata, è stata al centro del dibattito politico nei mesi scorsi fino al momento dell’insediamento del nuovo cda dell'Amet che ha deciso, per fortuna dei cittadini tranesi, di rinunciare al progetto oggetto di aspre critiche. Questa decisione, evidentemente, non è servita a cancellare tutte le tracce di tale brutta esperienza considerato che oggi, coloro che hanno fatto affidamento alle decisioni dei vecchi “manager” dell’Amet, chiedono il conto di tali scelte scellerate.
La vicenda appare seria e dimostra la superficialità con la quale l’amministrazione ha gestito Amet. Tuttavia ai cittadini interessa sapere quali saranno le conseguenze di scelte scriteriate (vedi quella di Elgasud) che ora riportano al pettine i nodi da noi denunciati. Per questo chiediamo che l’amministrazione chiarisca, convocando un Consiglio comunale monotematico, lo stato della vicenda che mette a rischio il futuro dell’Amet».
Michele di Gregorio
Capogruppo consiliare dei Verdi Trani
Francesco Laurora
Consigliere comunale Verdi Trani
