«L'Osapp, tra le maggiori forze sindacali comparto sicurezza della Polizia Penitenziaria con circa 6.000 poliziotti penitenziaria, esprime consenso alla proposta del Premier Berlusconi e del Ministro Alfano sulla ripresa della discussione sul processo breve.
I 220 Penitenziari Italiani sono sotto la morsa della criticità del sovraffollamento un disagio notevole condannato anche dalla Giustizia Internazionale Europea, che poi si degenera in tentativi di suicidio, suicidio,aggressioni tra reclusi ed aggressioni ai danni della Polizia Penitenziaria che,nelle piante organiche risulta essere al di sotto di ottomila uomini e duemila donne rispetto alle 45.000 del d. m. 8.2.2001 tra questi folti contingenti di uomini immessi in compiti non istituzionali di cui la legge 395/1990 art. 5 vieta l’utilizzo.
In Puglia la capienza regolamentare per le sedici strutture 2.528 posti letto,comprensive delle ex case mandamentali,la quota numerica odierna sarebbe di 4.540 posti letto occupati a brande a castello che in molti penitenziari salirebbero sotto le soffitte come Taranto,Foggia,Lecce,Bari,Lucera.
In Puglia la dotazione organica,della polizia penitenziaria ferma all’8.2.2001 prima ancora dell’apertura di altre strutture e padiglioni venne stimata in 2.600 agenti circa,oggi sono 2.800 ma ne servono almeno cinquecento tra uomini e donne per i diritti minimi contrattuali e le leggi assistenziali.
Osapp da sempre sindacato dichiaratosi per la certezza della pena, dopo l’ennesimo fallimento dell’affidamento per pene fino ad un anno che ne ha messi fuori, in tutta Italia non meno di 2.000 persone, alcune di queste già rientrate nelle Carceri, esprime preoccupazione per l’attuale criticità e si dichiara favorevole al processo breve nuovo indotto per una scarcerazione pari a quindicimila detenuti in tutta Italia,di cui 1000 in Puglia.
Il fatto che quasi cinque Regioni: Basilicata, Sardegna,Lazio,Calabria e Puglia siano da quasi un anno privo di un Provveditore Regionale titolare,la dice lunga su quello che accade a Roma e su come verrebbe gestita la criticità dei Penitenziari Italiani,a volte affidata a Dirigenti Generale di poca esperienza nelle Carceri e nella titolarità».
Domenico Mastrulli
Segretario generale Osapp
