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La storia ritrova due scrigni. Così rivive il Museo diocesano

Sta per schiudersi un mondo per certi nuovo. E pensare che, dentro, c’è tanta storia di Trani, e non solo. Dalla preistoria ad oggi, un volo lungo millenni, ma racchiuso in due palazzi che diventano, finalmente, un unico museo “il” Museo diocesano.

Finalmente ci siamo. Al termine dei lavori di ristrutturazione, dopo oltre quattro anni di restauri, l’arcivescovo, Mons. Giovan Battista Pichierri, questo sabato, 12 febbraio, alle 17, riaprirà ufficialmente al pubblico la sezione di Trani del Museo diocesano. Unica è l’istituzione, doppia la sede: i reperti del cosiddetto “lapidario” e tanti altri sono a palazzo Lodispoto, la pinacoteca si trova nell’attiguo palazzo Addazi.

La struttura, nel suo complesso è gestita da Eta Puglia srl, società che si occupa di eventi, turismo e arte. Eta Puglia, che ha già in gestione dalla Diocesi il museo ebraico “Sant’Anna” ed il campanile della cattedrale, ha condotto negli ultimi due anni un accurato restyling dei due siti, con lavori di adeguamento alle normative vigenti in materia di sicurezza co-finanziati dalla Regione Puglia.

Il museo, che è stato dotato di microclima per salvaguardare le opere, tra cui anche alcune di inestimabile valore, propone un percorso che va dal preistorico al XVIII secolo.

Quattro gli ambienti che si possono distinguere all’interno: una “esposizione lapidea”, all’interno della quale sono presenti capitelli, colonne, stemmi nobiliari e la ricostruzione dell’Altare della Madonna delle grazie; la “zona archeologica”, frutto di una donazione dell’avvocato Francesco Lillo che, finalmente, adesso trova la giusta valorizzazione; la “zona vescovile” con i busti dei vescovi e la sala del “tesoro capitolare”, dove il pezzo di punta sarà un “altarolo” in avorio di fine XIII secolo. All’interno sarà anche esposta la Bolla papale a firma di Giovanni XXIII del 1960 con la quale la Cattedrale di Trani veniva elevata a Basilica minore.

Sarà una struttura tecnologicamente avanzata, dotata di un sistema di videosorveglianza, pedane e montacarichi per i diversamente abili, oltre a totem multimediali e computer Apple che garantiranno il supporto informatico alle opere esposte.

Nella pinacoteca si potranno ammirare opere che fino ad oggi sono state gelosamente custodite e restaurate all’interno della stessa struttura, attrezzata nei piani inferiori di appositi laboratori.

Si tratta di un suggestivo percorso storico-artistico di tele che vanno dal XIV secolo all’arte contemporanea. All’interno, opere di artisti di riconosciuto valore a livello nazionale.

Tra tutti, i più importanti sono sicuramente lo Z.T., Jacopo Palma il Vecchio e Antonio Piccinni, uno dei maggiori incisori d’Italia della seconda metà del 1800. Non mancano naturalmente anche le opere di artisti locali come Nicola Gliri, Andrea Gusmai e Domenico Monetti.

Le opere all’interno sono di quelle in grado di lasciare a bocca aperta i visitatori: tele giganti e dipinti eccezionali; l’opera d’arte più prestigiosa è sicuramente la tavola di San Nicola Pellegrino, di ispirazione bizantina e intitolata “San Nicola Pellegrino e storia della sua vita” che rappresenta oltre all’iconografia del Santo altre sedici scene della vita quotidiana.

Oltre Mons. Pichierri, alla cerimonia inaugurale interverranno: Mons. Saverio Pellegrino (responsabile dell’Ufficio diocesano arte sacra e beni culturali); Mons. Angelo Di Pasquale (economo dell’Arcidiocesi di Trani, Barletta e Bisceglie); dottor Fabrizio Vona (Soprintendente per il patrimonio artistico e demoantropologico della Puglia); dottor Francesco Virgilio (dirigente Assessorato agli studi settore beni culturali della Regione Puglia).


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