Sembrano sempre più impegnati e decisi a non mollare gli operai ex “Franzoni filati” che si sono riuniti sotto la direzione del segretario provinciale della Uilta Uil, Luigi Mesaroli, per fare il punto della situazione e concordare una condotta futura nel caso in cui le loro voci e richieste non vengano ascoltate.
Il 14 febbraio c’è stata una lettera del presidente della Regione, Nichi Vendola, il quale ha esortato gli organi competenti a muoversi per far sì che l’occupazione degli ex Franzoni, ma anche degli altri disoccupati, sia una delle questioni da risolvere con la maggior celerità possibile.
La data del 1mo aprile, infatti, incombe su questi soggetti, dato che la somma stanziata per la risoluzione del problema sul territorio, somma che costituisce il cosiddetto "accordo di programma", potrebbe essere addirittura dimezzata, pericolo che potrebbe far scemare vertiginosamente la possibilità di questi lavoratori di venire nuovamente occupati in nuove imprese economiche.
Nel frattempo, lo stesso Mesaroli afferma che l’ottimismo è la loro carta vincente e l’elemento primario della loro lotta a far sì che i loro diritti vengano rispettati e il loro bisogno di lavoro soddisfatto. All’interno delle varie iniziative promosse c’è stata anche la convocazione di una conferenza dei servizi in cui sia il Comune di Trani, quantunque non istituzionalmente attore di questo processo, il garante del suo svolgimento.
Ma l’aspetto fondamentale che secondo Mesaroli potrebbe dare una svolta decisiva alla questione è sicuramente l’unione e l’opera comune di tutti i nostri rappresentanti in parlamento e delle istituzioni cittadine, provinciali e regionali che devono imporsi e far sentire la propria voce anche nei confronti del governo nazionale.
È per questo che, data la disperazione degli operai ex Franzoni, nell’evenienza di risvolti negativi o di mancanza di ascolto da parte dei soggetti chiamati in causa, Mesaroli annuncia anche la possibilità di nuove manifestazioni nate dallo spontaneo malcontento dei protagonisti di questa triste vicenda. Manifestazioni che potrebbero assomigliare a quella già intrapresa l’anno scorso, con l’occupazione di piazza della Repubblica o con le ascese al campanile di San Giuseppe.
