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L'uomo che defeca in piazza Quercia. Trani discute oggi di un video vecchio di due anni

È vecchio di due anni il video uscito solo nei giorni scorsi su Youtube relativo ad uomo che defeca in via Santa Maria, a pochi passi da piazza Quercia. Chi ha postato il video ha beffato tutti, rivelando solo in un secondo momento la vetustà del documento.

Questo problema non sembra di poco conto, perché probabilmente cambia la lettura della situazione dell’uomo, descritto da alcuni come socialmente e/o mentalmente svantaggiato. Questo potrebbe significare che quel giorno quell’uomo era lì, ma oggi è in strutture sociali che potrebbero averlo accolto. Insomma, due anni fa c’era uno scenario, oggi potrebbe essercene un altro.

Ma la globalizzazione è così, prendere o lasciare. Tutto è rapido, anche troppo, i tempi si comprimono e persino si rovesciano. Internet sta diventano il terreno preferito del mitico «stream of consciousness» della lettera letteratura inglese, quel flusso di coscienza nato da Freud e adottato dai più famosi scrittori d’oltremanica, da Dorothy Richardson a James Joyce, da Virginia Woolf  a Thomas Stearns Eliot. Le loro storie avevano piani temporali diversi, nei quali i pensieri e le azioni dell’individuo si muovevano confusamente per flashback tra presente e passato, e poi dal passato al presente e viceversa.

Oggi, per il caso dell’uomo che defeca in piazza Quercia, internet ci beffa e ci fa riflettere due volte: su quanto gli strumenti del web siano veramente beffardi e, nella fattispecie, sul problema sociale.

Sul secondo, ecco l’analisi che riceviamo e pubblichiamo.

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Quei due minuti su You Tube (un uomo che evacua nella centralissima Piazza Quercia e nell’ora di punta, tra l’indifferenza dei passanti) hanno segnato una caduta di stile di questa nostra Trani, una volta (non tanto lontana) città giardino, perla dell’Adriatico, Atene delle puglie, culla del diritto, patria degli Statuti Marittimi e via dicendo.

Quella scena di disgustosa inciviltà, da terzo (im)mondo, in pochissimi minuti ha fatto il giro della Terra, sapendo benissimo l’effetto mediatico provocato da You Tube, al contrario della scarsissima ( ma costosa) risonanza di un mega concerto che avrebbe dovuto convogliare l’attenzione su Trani, ma che, totalmente ignorato dai grandi network, è invece rimbalzata solo su qualche foglietto locale.

Perché caduta di stile? Perché quei centoventi secondi hanno minato la credibilità di una città conosciuta ed ammirata per i suoi monumenti e la nobiltà della sua storia.

Dalla nobiltà e signorilità alla inciviltà il "passo" è stato breve. Solo 120". Colpa anche e soprattutto della mancanza del controllo del territorio.

Purtroppo è innegabile che si è arrivati al punto che chiunque può fare quello che vuole, senza tema di essere redarguito. In tutti i sensi. E il caso di Piazza Quercia è emblematico. Dalle infrazioni al codice della strada, alle affissioni selvagge, allo sprezzante malcostume di depositare i rifiuti per strada, ignorando i contenitori ad un passo. E l'elenco delle cose che non si dovrebbero fare potrebbe continuare.

Oggi, e non solo a Trani, la gente è pervasa dall’indifferenza, forse per paura di reazioni spropositate. Si rimane impassibili dinanzi all’aggressione ad una vecchietta come pure ad una bambina. Figurarsi se si vede un incivile che va di corpo. La cronaca nazionale é piena di episodi. Basta un niente per ritrovarsi al pronto soccorso, sempre che vada bene! Quella dei “paladini” è una razza ormai in via di estinzione.

Ma all’inciviltà si risponde con la prevenzione, con un maggiore controllo del territorio, con i servizi (e non solo quelli igienici che pure sono necessari!). La sostanza è di gran lunga più importante dell’apparenza. E a Trani la sostanza manca mentre abbonda l’apparenza. A che vale spendere i soldi per il salotto buono se poi viene preso per un… diurno?.

Dai palchi si è sentito dire in campagna elettorale “amo Trani”. Ma poi più di uno del governo cittadino, ultimamente, ha detto pubblicamente di vergognarsi di essere tranese. Avrebbe dovuto farlo, invece, al momento dei tagli ai capitoli dei servizi sociali. Quando sono state decise spese folli per cose effimere.

Le campagne di sensibilizzazione servono in un certo modo a prevenire atti di inciviltà. Ma educare costa.

La “barzelletta” (perché di barzelletta si deve parlare, vista la durata, un mese, e i risultati ottenuti, una ventina di contravvenzioni) del servizio contro le deiezioni canine la dice lunga su chi crede che basta un centinaio di palette o due vigili di pattuglia per sconfiggere i cittadini sporcaccioni. Tant’è che ora le strade son più sporche di prima, e c’è pure chi su qualche “forum” ha chiesto di modificarne la denominazione.

Inciviltà della gente di Trani? Mah!

Un adagio, vecchio fin quanto si vuole, ma sempre attuale, ricorda a tutti da che parte il pesce comincia a mandar cattivo odore…

I governanti dicono che non ci sono vigili (manco fosse una scusante!), ma fra poco arriveranno quelli a tempo determinato. La città li aspetta come una manna dal cielo. Cambierà qualcosa?

Se Federico II non fosse vissuto nel duecento, ma oggi, probabilmente avrebbe etichettato Trani in maniera diversa da quella tramandataci. Forse come un’altra del suo regno…

Mario Schiralli. Giornalista/annalista

 

 


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