Giovedì 17 febbraio, ad un mese dalla festa nazionale per l’unità d’Italia, il Festival di Sanremo ha voluto inaugurare le celebrazioni per il 150° anniversario, e l’ha fatto attraverso un viaggio nella musica e un’esegesi dell’inno di Mameli.
Come Sanremo, anche Trani ha cominciato, già dal mese di dicembre, le celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, con “Il Risorgimento nell’arte, nella musica, nel cinema” un ciclo di incontri organizzati in sei appuntamenti, e svolti al Palazzo delle Arti “Beltrani” – Pinacoteca “Ivo Scaringi”.
Alla presenza di un pubblico numeroso e attento, sabato 12 febbraio, la dott.ssa Lucia Rosa Pastore, responsabile del Palazzo e ideatrice dell’intero progetto ha tenuto una conversazione, riguardante arte dal titolo “Dolci affetti, tormentate attese…” “Il Risorgimento nella dimensione privata della pittura di genere” a documentare “il concorso silenzioso degli affetti familiari alla causa del Risorgimento, concorso tanto più tenace in quanto consumato in sordina nella dimensione dimessa degli ambienti domestici, così distanti dai clamori degli eventi bellici”.
L’argomento ha comportato una riconsiderazione della pittura di genere a contenuto risorgimentale, nelle diverse declinazioni regionali, ripercorrendo quel fortunato filone dai palesi risvolti educativi che, a partire dagli anni Quaranta dell’Ottocento, ma con più serrata frequenza, soprattutto negli anni Sessanta, celebra, attraverso immagini allusive di stati d’animo, le ripercussioni che la storia determinò nelle vicende quotidiane della gente comune.
Inoltre, durante l’incontro è stata resa testimonianza alla munificenza manifestata dal Monte dei Paschi di Siena – Area Territoriale Sud-Est- a favore del Palazzo delle Arti “Beltrani” – Pinacoteca “Ivo Scaringi” per il dono dell’allestimento di un’intera sala finalizzata alla realizzazione di una progettualità – elaborata dall’istituzione museale- che mira a promuovere un rapporto privilegiato con il mondo della scuola, creando le condizioni per una alfabetizzazione del linguaggio visivo e della contestualizzazione. Si tratta di una sala apposita, che si propone di fornire ai ragazzi, attraverso la proiezione delle immagini collegate a percorsi tematici precedentemente elaborati e mediante un sistema di relazioni, di contrasti formali e di collegamenti trasversali, una serie di suggestioni visive destinate a durare nel tempo.
Tale munificenza vuole essere anche il riconoscimento di un’attività infaticabile posta al servizio del territorio, non soltanto cittadino, con il proposito ambizioso di educare al bello, soprattutto ai giovani.
Inoltre, anche, le famiglie Lacalamita e Marcone hanno voluto donare, acquistandola personalmente dalla Galleria del compianto Michele Ladogana, una preziosa acquaforte, realizzata da un grande artista tranese, quale Antonio Piccinni. Si tratta di una accattivante figura di devoto realizzata nel 1875. il dono esprime sia un sentimento di fiducia nei confronti di questa istituzione musicale, sia un altissimo senso civico, che vien fatto alla memoria dei genitori, dedica pertinente, se si considera che tali gesti possono attuarsi solo se istillati dall’esempio e dalla statura morale di coloro che li hanno preceduti- i genitori- la cui vita appare improntata alla dignità, all’operosità e al sacrificio.
L’incontro si è, poi, concluso con un intervento musicale di Marco Corcella.
Domenica 13 febbraio, invece, l’incontro “L’Unità d’Italia e i suoi retroscena” era dedicato al cinema con la preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari “Aldo Moro”, Grazia Distaso e il regista Beppe Sbrocchi, e in seguito la proiezione del film di Pietro Germi “Il brigante di Tacca del Lupo”.
“Il film- ha commentato la preside Grazia Distaso- è un film importante di un regista di rilievo come Pietro Germi che affrontò questo tema storico, sottolineando un momento complesso che riguarda la storia del Risorgimento. In tutto il fenomeno del brigantaggio, nell’inizio della questione meridionale, in questo rapporto complesso tra nord e sud sono i contadini che si sentono traditi da Garibaldi, dallo stato, quindi questa difficoltà di creare un rapporto autentico con lo stato sfocia nel brigantaggio. Il film è del 1952 e si colloca in un momento particolare del cinema italiano. Ma bisogna fare attenzione a non far sopravanzare il fenomeno del brigantaggio, che fu un fenomeno storico e reale, sul Risorgimento, che fu un momento unificante”.
Gli ultimi due appuntamenti in programma si svolgeranno sabato 12 marzo, dove per la prima volta verrà presentato al pubblico, grazie ad un restauro a cura dell’Amministrazione Comunale, il dipinto, inedito, del salentino Carlo Felice Cordiglia “Garibaldi morente”, a seguire ci sarà l’intervento musicale di Gabriele Ceci e Marco Corcella. Il secondo appuntamento sarà domenica 13 marzo, dove verrà proiettato il film “In nome del papa re” di Luigi Magni del 1977.
“Il Risorgimento- afferma la dott.ssa Lucia Rosa Pastore- non era solo quello che si combatteva sui campi di battaglia, ma anche di chi restava ad attendere i suoi uomini al fronte: gli anziani, le donne, i bambini”.
Ottavia Digiaro