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Trani ad un passo dal baratro. Lo sfogo di Pettinicchio: «Dove sono quelli che vogliono bene alla maglia?». Il video

Alberto Altieri, da ieri, è presidente dimissionario della Fortis Trani. Non ci sono più fondi economici per andare avanti e, se non arriveranno entro il 13 marzo, la squadra si fermerà. A Battipaglia si andrà, contro la Fortis Murgia in casa già si potrebbe non giocare, per Capriati sicuramente non si parte.

Per evitare la fine di squadra, stagione e calcio a Trani, Altieri ha auspicato l’apertura di un tavolo d’emergenza di quanta più gente possibile possa metterci qualcosa entro il 13 marzo, data in cui la Fortis dovrà pagare alla Figc la prima rata (6mila euro) di una maxi multa di 21mila, eredità della gestione Flora per non avere iscritto la Fortis al campionato Juniores.

E mister Giacomo Pettinicchio si è a sua volta autosospeso insieme con l’intero staff tecnico. Domenica prossima la sua presenza in panchina è incerta, poi arriverebbero le dimissioni, irrevocabili se non dovesse mutare lo scenario.

Ecco, di seguito, le dichiarazioni rese durante la conferenza stampa tenuta oggi allo stadio da presidente ed allenatore.

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Altieri. Non sarei mai voluto giungere ad un momento come questo, ma chi si assume delle responsabilità, nella vita come nello sport, ad un certo punto se le deve prendere.

Questo è il punto di arrivo di tanti appelli lanciati intorno a quello che questo straordinario gruppo ha fatto in tutti questi mesi. Eravamo stati abbandonati a stagione in corso, siamo ripartiti da zero e ci stavamo riuscendo.

Avevo preso in mano la squadra della mia città perché non c’era nessun altro che lo facesse e che avesse passione per farlo. Però, soprattutto dagli incontri con il sindaco, avevo avuto la quasi certezza che una serie di imprenditori mi avrebbero sostenuto in qualche modo dall’esterno.

Invece mi sono ritrovato solo e da solo non posso andare avanti. Sono passati tre mesi durante i quali ho onorato gli impegni e rispettato le scadenze. Ma, adesso che ne giungono altre, Alberto Altieri da solo non ce la può più fare. Le abbiamo tentate tutte, ma per pagare gli stipendi io e Pasquale Di Filippo abbiamo fatto miracoli. Adesso la situazione debitoria è pressoché cancellata, ma soldi per andare avanti non ne abbiamo.

La città non risponde? Lo ha fatto, perché con la cartellonistica ed altro avevamo raccolto 134mila euro che, però, sono confluiti altrove (Flora, ndr). Io mi sono esposto con 30mila euro a garanzia, e adesso per finire il campionato serve una cifra ridicola. Ed io non posso accettare che il calcio a Trani muoia. Per finire serve veramente poco, ma quel poco lo devono mettere altri.

Allo stadio non viene nessuno? Sì, ma Trani ama se è amata. Se questo si verifica, allo stadio vengono in 3mila. Io dico che per salvare il Trani servono meno di 100milaeuro. E, allora, la mia proposta è creare un tavolo, convocarlo subito, a tutti i livelli, per salvare il Trani. Possiamo giungere a mettere insieme 60-70 persone che mettano ciascuno un piccolissimo capitale per raggiungere quella somma.

Nelle more, mi dimetto dalla presidenza della società. Garantirò, esponendomi personalmente dal punto di vista economico, ma entro il 13 marzo dobbiamo pagare la prima rata della multa alla federazione. Servono 6mila euro e, se non ci saranno, la gara con la Fortis Murgia è a rischio e a Capirati non andremo.

Ho avuto proposte da soggetti che volevano portare la squadra fuori da Trani: io ho detto no, perché non vendo i colori della mia città in questo modo. Non c’è tornaconto personale che tenga. Al contrario, a Trani avevo avuto garanzie da aziende: tutte sono venute meno.

Per andare avanti non servono pazzie, ma solo buona volontà. Le porte sono spalancate, tutto qui è trasparente. Io sono ancora fiducioso, perché se il calcio scomparisse dovremmo vergognarci tutti. Noi siamo la faccia pulita dello sport, dappertutto avremmo avuto come minimo applausi.

Perché mi ero imbarcato in questa avventura? Perché ero certo che ci sarebbe stato interesse intorno a noi. Non c’è stato. Ma voglio sperare che ci sia ancora.

Pettinicchio. Sono molto deluso, perché c’è gente che non vuole bene al Trani. È dall’anno scorso che non si mantengono promesse, a tutti i livelli. Io devo ringraziare la piccola imprenditoria ed i tifosi, per il resto è una delusione. Io non sono di Trani, mi sono tagliato lo stipendio, e di brutto, ma l'ho fatto per amore della maglia, la maglia cui tutti dicono di tenere, ma solo a parole. E chi doveva sostenerci dov’è? Dove sono quelli che hanno sempre promesso e non mantenuto?

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