«Elezioni 2012: il nostro obiettivo sarà boicottare l'attuale amministrazione» è lo slogan dei tifosi tranesi del calcio che hanno manifestato dinanzi al palazzo municipale ed è su quello slogan che l'avvocato Alessandro Moscatelli di Alleanza per l'Italia invia un comunicato.
«E’ uno slogan che si dovrebbe ripetere in tutte le discipline sportive, non solo nel calcio. E’ vero anche che il calcio langue a Trani non solo perché alla locale squadra non è dato un adeguato supporto per affrontare il campionato ma anche perché lo sport non è vissuto con la stessa carica emozionale degli anni passati» scrive Moscatelli.
«Lo sport è sempre più concentrazione di interessi che non coincidono con le aspirazioni dei nostri ragazzi e, nel calcio in particolare, gli imprenditori sembrano voler investire non per il futuro dei giovani e della città ma solo per intenti lucrativi. Se l’investimento per lo sport non è immediatamente remunerativo non è un affare e quindi lo si abbandona, soprattutto in questo particolare momento di crisi. Ed allora sono solo un ricordo gli imprenditori del passato che, spinti dalla passione per lo sport e dall’orgoglio tranese, mettevano a disposizione i propri capitali e se stessi per creare grandi squadre che erano veicolo di aggregazione ed incentivo alla pratica del calcio».
«La mancanza di una pista di atletica leggera non permette ai giovani talenti di potersi allenare e, addirittura, tecnici tranesi qualificati sono costretti ad allenare nelle città limitrofe dove emigrano i nostri ragazzi per praticare l’atletica. Lo sport che rimane è quello dei pochi privati od imprenditori che, avendone la possibilità, finanziano i settori giovanili della pallacanestro e della pallavolo e di qualche altra disciplina c.d. minore, con il contributo dei genitori dei ragazzi».
«La politica per lo sport è un concetto astratto nella nostra città dove i ragazzi per poter giocare a pallone devono recarsi nelle strutture private e pagare i cinque/sei euro a testa per ogni partita, i podisti corrono per strada, i responsabili delle discipline sportive minori devono conquistarsi i pochi spazi ed orari delle strutture scolastiche, le discipline acquatiche sono irrisorie e comunque gestite da pochi privati. La politica del territorio nulla ha programmato e realizzato per lo sport».
Per concludere, scrive Moscatelli: «Anche la fantomatica piscina del contratto di quartiere da pubblica diventerà privata, se realizzata. Non è il caso di inserire tra i prossimi P.U.E. la realizzazione di impianti sportivi, di una pista comunale di atletica, di spazi verdi e piazze per far giocare i nostri ragazzi che magari possono non avere disponibilità economiche e non andare dal Papa?»
