Doveva essere sede del Commissariato di polizia. Tutto era pronto, anche la delibera di consiglio comunale durante l’amministrazione Avantario. Tutto saltò all’ultimo momento, in aula ed i proprietari dei locali, dopo avere speso fiumi di soldi per adattarli a quello scopo, rimasero con in mano un pugno di mosche.
Oggi in quei locali è arrivata la Provincia di Barletta-Andria-Trani con l’assessorato all’ambiente, l’Arpa ed il nucleo sperimentale di Polizia provinciale e locale. Ma i soldi scarseggiano e, così, gli arredi arriveranno da Andria e, per le modifiche strutturali, si è ritenuto opportuno soprassedere.
Così, fra gli uffici, ecco spuntare anche le celle di detenzione provvisoria che erano state pensate il commissariato.
Fatte le debite proporzioni, è come visitare il castello ed imbattersi, per esplicita volontà della Soprintendenza, in testimonianze delle celle del carcere che il castello ospitò fino al 1974.
In altre parole, il castello racconta una storia vissuta, gli uffici provinciali una virtuale.
Da Andria, peraltro, la storia la vedono così. Ecco, di seguito, la nota.
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Abbiamo cominciato il nostro “giro” per visitare gli Uffici più importanti che gli accordi sottobanco dei politici e l’inerzia dei rappresentanti? andriesi hanno trasferito dalla città di Andria, ove insistevano nella bellissima Sede Legale e Polo Istituzionale, già di proprietà dell’Ente Pubblico.
Siamo nella città amica di Trani dove, appena giunti, abbiamo già notato qualcosa di molto strano: la bellissima targa in ottone su base di legno pregiato con su scritto “Provincia Barletta Andria Trani”, con tanto di stemma stile leccese, non c’era più. Rimossa per non meglio precisate motivazioni.
Dopo il primo momento di perplessità abbiamo pensato che qualcuno si fosse ravveduto e avesse capito che quell’enorme immobile che si sviluppa su una superficie di tre piani, oltre ad un enorme sotterraneo ed un infinito parcheggio con infinite verande luminose dove si potrebbero celebrare sontuosi matrimoni all’aperto, era sprecato ed inopportuno, considerato lo smisurato costo della locazione che peserà per decenni sulle tasche dei cittadini di tutta la sesta provincia.
Forse ci siamo sbagliati e quel ravvedimento pare non ci sia stato. Si sarebbe trattato, invece, di un non meglio precisato errore che sarebbe stato commesso nella creazione di quella targa che, in verità, al momento dell’inaugurazione degli uffici fantasma, quando la targa c’era, ci sembrava identica a quella apposta agli Uffici di Barletta mentre la Sede Legale, quella vera di Andria, rimane anonima e oggetto di speculazioni e di spiacevoli episodi come quello riportato sulla stampa in questi giorni.
Un altro elemento di riflessione ha suscitato la nostra curiosità: quell’immobile a Trani non ci era nuovo e abbiamo voluto sollecitare la nostra memoria giungendo a ricordare che quell’immobile, in verità, era destinato alla sede del nuovo Commissariato di Pubblica Sicurezza di Trani, poi allocato in altro luogo.
Un immobile, quindi, “predestinato” ad uso pubblico, seppur privato. Forse anche su questo bisognerebbe riflettere e indagare.
La conferma di questo ricordo storico sono le “celle di sicurezza” che si trovano nei sotterranei di quell’immobile; celle non sappiamo ora a cosa potrebbero essere destinate, a meno che non si voglia trasferire in quella gattabuia il dirigente che avrebbe “palpato” una dipendente dell’Ente nel giorno della Festa della Donna.
Andria, 10 marzo 2011
Le Associazioni: “Io Ci Sono!” – “Pro Andria Sesta Provincia”– “Libertà è Partecipazione” – “Libera Associazione Civica” – “Cittadini di Andria” – “Comitato Quartiere Europa” – “C.S.U./Cittadini Socialmente Utili” – “Associazione del Borgo Antico” – “Una città in Movimento” – “Fuori dal Giro” – “Comitato Audax” – “Associazione Aristarco Scannabue”
