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Caffarella: «Trani patrimonio Unesco? Con l'albergo diffuso si può»

Favorire il recupero di immobili presenti sia nel centro storico che nell’agro di Trani, utilizzando i finanziamenti comunitari, inseriti nell’asse cui ha aderito il Gal Ponte-Lama, e i contributi regionali recentemente previsti in Puglia, riprendendo il progetto Village d’Europe, approvato durante l’Amministrazione Avantario.

È questa la proposta che il consigliere comunale (gruppo misto) Franco Caffarella ha rivolto all’Amministrazione Comunale ed ai dirigenti del Gal Ponte-Lama che unisce i comuni di Trani e Bisceglie, nel corso dell’audizione dei vertici del Gal,presso la ottava commissione consiliare del comune di Trani. La proposta è stata ritenuta interessante dai rappresentanti istituzionali presenti che approfondiranno con l’ufficio tecnico comunale la fattibilità degli interventi.

Caffarella, ha tra l’altro, sottolineato “l’importanza per il Gal Ponte Lama di poter attivare nel territorio di riferimento questo innovativo modello di ospitalità turistica, un po' casa e un po' albergo, con camere e servizi dislocati in edifici diversi e con una struttura centralizzata unitaria. Una formula, che, attraverso il recupero di vecchi edifici chiusi e non più utilizzati, permette la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente sul territorio e l'incremento della capacità turistico-ricettiva, senza intaccare l'integrità del territorio con nuove costruzioni impattanti sull'assetto urbano, che ben si sposerebbe con le politiche di sviluppo sostenibile presenti sia nei bandi della Unione Europea che in specifiche fonti di finanziamento previste,  nel corso del 2010, anche dalla Regione Puglia”. Trani, durante l’Amministrazione Avantario, (che aveva proprio in Caffarella il delegato al turismo) fu la città che,  prima di altri centri, sostenne questa possibilità di turismo sostenibile, approntando tra le prime in Puglia il regolamento dei bed and breakfast che ha indubbiamente aiutato l’incremento turistico riscontrato negli ultimi anni, e inserito con deliberazione del Consiglio Comunale la città nella rete delle Città Slow (sotto l’egida di Slow-Food) ed in quelle che facevano parte del primo progetto candidato ai finanziamenti di albergo diffuso (asse 1999/2001) denominato Village d’Europe. “In particolare quest’ultimo progetto, - ha ricordato Caffarella ai rappresentanti del Gal -, “venne ritenuto progetto pilota e  finanziato dalla Commissione Europea di Bruxelles,  e puntava a valorizzare uno studio per la realizzazione di sistemi ricettivi diffusi nei centri storici di città minori d’Europa. Per l’Italia furono avanzate una ventina di candidature di città oltre oltre Trani, tra cui, Scilla, Stilo, Siracusa (Ortigia), Nova Siri, Sant'Agata de' Goti, Giffoni. Presso l’ufficio tecnico giunsero diverse manifestazioni di interesse da parte di privati proprietari di immobili da recuperare a fini turistici e si procedette anche ad una stima dei costi degli interventi (nell’anno 2002) per una candidatura ai finanziamenti, che, anche se a distanza di tempo, potrebbero essere ripresi. Se per davvero si intende procedere per la proposta di elevare il centro storico di Trani a Patrimonio Mondiale dell’Unesco, sono queste e non altre le iniziative che possono supportare la presentazione del dossier previsto dalla Unesco”. A tal proposito il consigliere Caffarella ha proposto all’Amministrazione Comunale, l’inserimento di una apposita posta di bilancio che supporti  le iniziative di valorizzazione Unesco della città di Trani.


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