Nelle scorse giornate oltre duemila studenti sono stati in visita al Treno Verde: grandissimo successo per la mostra itinerante di Legambiente. «Polveri sottili al di sotto della media al centro di Bari, livelli più alti nelle vie esterne e trafficate. Inquinamento acustico sopra i limiti di legge, soprattutto i decibel registrati nelle ore notturne e l’assenza del piano di zonizzazione previsto dalla legge».
E’ questo il quadro complessivo emerso a Bari dalle analisi compiute dal Treno Verde, la storica campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato, realizzato quest’anno con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la collaborazione di Anci e il contributo di Telecom, che ha lo scopo di monitorare lo stato d’inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane, grazie ai rilevamenti del laboratorio mobile dell’Istituto Sperimentale di Rfi (Rete Ferroviaria Italiana). Il convoglio ambientalista da più di venti attraversa l’Italia per sensibilizzare i cittadini, sulle nuove possibilità di risparmio energetico e l’utilizzo delle fonti rinnovabili, grazie ad una mostra interattiva, incontri e convegni.
I dati finali relativi alla qualità dell’aria e ai livelli di rumore sono stati presentati questa mattina in conferenza stampa da Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia, Giorgio Zampetti, coordinatore dell’ufficio scientifico di Legambiente, Giorgio Assennato, direttore generale ARPA Puglia, Maria Maugeri, consigliera delegata all'Ambiente Comune di Bari e Luca Ricciardi, responsabile del laboratorio mobile dell'Istituto Sperimentale di RFI.
“Siamo soddisfatti del quadro rassicurante che emerge dai tre giorni di monitoraggio a Bari – ha dichiarato Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – ma questi dati non devono disimpegnare l’Amministrazione Comunale a fare di più e meglio per le aree ancora trafficate e inquinate della città, come ha dimostrato il rilevamento orario su via Capruzzi, via Amendola e via Giulio Petroni. Ma la situazione è ben peggiore in altre città capoluogo della Puglia. Occorre infatti ricordare – ha continuato Tarantini - che Trani e Foggia non hanno ancora una rete di monitoraggio fissa che fornisca dati costanti e aggiornati sulla qualità dell’aria. E’ assolutamente indispensabile attivare fin da subito nelle due città un sistema di monitoraggio ambientale di inquinamento atmosferico continuo, aggiornato e accessibile, così come è previsto dalla legge. Ad oggi, l’unica centralina attivata a Foggia è quella di Arpa Puglia nella sede del suo dipartimento”.
