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A Trani, mai dire primarie

Ci sono due candidati ed una data di massima, ottobre. Ma fino a quando qualcuno non stamperà quelle schede, chiamando a raccolta il popolo del centrosinistra, per parlare di primarie a Trani quasi si è costretti ad usare il condizionale.
    La Puglia è retta da due legislature da un governatore individuato innanzi tutto attraverso le primarie. Anche Fassino ha recentemente partecipato alle primarie e le ha vinte, come anche il “vicino di casa” Maffei, a Barletta, che pure è sindaco uscente, gode di un vasto consenso popolare e non avrebbe avuto bisogno di rimettersi in discussione partendo dal “basso”. A Trani, invece, se si parla di primarie, sembra quasi di toccare nervi scoperti, oltre a stravolgere un assetto che non si bene in virtù di quali meccanismi non si vuole in alcun modo toccare.
    Chi, per primo, ha messo nero su bianco in favore di questo tipo di consultazione è stato il Partito democratico. Il Pd le vuole e ha già presentato qualcuno per provare a vincerle: «A gennaio, con il benestare del partito, ho dato la disponibilità alle primarie – conferma e ricorda il capogruppo consiliare Fabrizio Ferrante -. Le primarie vanno fatte sempre ed a prescindere, anzi è persino stupido che ancora oggi le si metta in forse con ragionamenti portati avanti, eviden-temente, da chi non rappresenta più se non se stesso. Le primarie sono l’unica, vera grande occasione per fare esprimere sul candidato sindaco che preferisce».
    In favore delle pre-elezioni e di Ferrante si è già schierata la Federazione della sinistra, per il cui segretario, Cosimo Nenna, «si deve dire sì alle primarie per l’individuazione, quanto prima, di  un candidato sindaco che dimostri non solo di avere esperienza e spiccate capacità in campo amministrativo, ma raccolga il più ampio consenso da parte dei cittadini. In tale ottica, la candidatura di Fabrizio Ferrante viene accolta favorevolmente, avendone più volte apprezzato  serietà, impegno e preparazione nella sua qualità di consigliere comunale. Occorre fare quadrato – conclude Nenna - per dare un colpo di spugna che cancelli, una volta per tutte, le politiche miopi e prive di progettualità organica della maggioranza attuale  che hanno portato la città al livello più basso di sviluppo mai toccato prima».
    L’altro soggetto che ha preso formal-mente posizione sulle primarie è Sinistra ecologia e libertà. Ruggiero Carcano, che oggi è uno dei massimi esponenti locali del partito di Vendola, ha persino compreso sulla propria pelle che cosa significhi non fare le primarie: nel 2007, a venticinque giorni dal voto, fu improvvi-samente candidato a sindaco della città dalle segreterie di partiti che non erano fino a quel punto riusciti a mettersi d’accordo su nulla: risultato, una sconfitta pesante perché la gente non aveva in alcun modo potuto preliminarmente conoscere e valutare il candidato.
    Oggi Carcano ha fatto tesoro della lezione e ha già ufficialmente annunciato che, «se le primarie si faranno, io ci sarò. Le primarie, infatti, sono il punto di partenza di qualsiasi coalizione che voglia ritrovarsi su un candidato comune per un programma comune. Le primarie, inoltre, aggregano, e non sono fatte invece per mettere l’uno contro l’altro. Io farei le primarie, in questo momento, “con” Fabrizio Ferrante e non “contro” Fabrizio Ferrante.
    Sul fronte del “no” alle primarie si registra, invece, la posizione del Partito socialista, che attraverso Nicola Cuccovillo ha dato alle stampe una nota che pone come modello la vittoria di Vecchioni (67 anni) a Sanremo, per affermare che «se la drammaticità che sta vivendo Trani è vera, il centrosinistra può anche pensare ad un “papa straniero”, di comprovata qualità, che abbia l’autorità ed il carisma di prendere voti nell’area del centro e degli indecisi, dare un senso di appartenenza della nostra comunità. Una persona  che in questi anni abbia fornito occasioni “di buona volontà” e abbia “quagliato”, anche senza grandi squilli di tromba, qualcosa per Trani. Esiste? Bisogna darsi da fare per individuarlo».
    Tutte le strade portano, in questo caso, ad Ugo Operamolla, tante volte al centro dei “desiderata” del centrosinitra per una candidatura a sindaco, ma che di volta in volta ha sempre preferito concentrarsi soprattutto sull’attività professionale. Oggi, da parte sua, vi sarebbe la disponibilità alla candidatura a sindaco, mentre alle primarie è da verificare. Il segretario del Pd di Trani, Tommaso Laurora, lo invita a misurarsi con tutti gli altri ed aggiunge: «Lo strumento delle primarie è l’unico in grado di dirimere ogni controversia. Chi trama nell’ombra per aggirarle si sbaglia di grosso, perché sono i cittadini che devono decidere, e non i rappresentanti di una classe politica che ha fatto il suo tempo e non ha lasciato nulla in eredità alle nuove generazioni, se non la cultura della contrapposizione a tutti i costi».


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