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Antongiulio oltre gli ostacoli

Durante un incontro incentrato sul tema dell’autismo e dell’integrazione scolastica tenutosi nei gorni scorsi all’interno della Biblioteca comunale di Trani nella grande sala «Benedetto Ronchi», c’è stata la presentazione del libro di favole “La fattoria di Biagio”, scritto da Maria Gabriella Finizio e illustrato da Antongiulio Preziosa, ragazzo autistico dotato di straordinarie capacità creative.

A raccontare le peculiarità della malattia ci ha pensato la psicologa Carmen Maroccia, coadiuvata dall’illustratrice Katia Scarimbolo, entrambe impegnate con Antongiulio per fargli esprimere tutto il suo mondo interiore attraverso il disegno.

Sono stati infatti mostrati molti dei disegni del ragazzo e si è fatta chiarezza su alcune credenze che riguardano questo particolare tipo di malattia. Hanno presenziato all’evento anche l’assessore Andrea Lovato, il dirigente scolastico della Bovio-Palumbo, Lucio Buonvino, la docente Rosa Adduci, madre di Antongiulio e il presidente del Consiglio provinciale Luigi Riserbato.

“Ognuno di noi per star bene, deve star bene prima di tutto con la propria pelle. La capacità di Antongiulio è vasta quanto i confini della malattia. Come non si può fermare la malattia, così non si può fermare la creatività. L’arte viene vissuta quindi come momento per esorcizzare l’angoscia.  Con i suoi disegni Antongiulio sembra dirci: Io sono un albero nella foresta. E la mia classe è la foresta. Lui conosce l’orgoglio, come dimostra un disegno in cui è vestito da Superman ed è anche consapevole del suo io e delle sue parti in preda all’angoscia. Nonostante questo riesce a mantenere un equilibrio straordinario. Antongiulio ci dice che nel suo sé intimo, attraverso le relazioni coi suoi coetanei, non solo affronta le paure, ma le supera. Altro momento difficile per lui è quello dell’adolescenza, soprattutto perché ha difficoltà ad affrontare i cambiamenti repentini. Nei disegni, infatti, si perde il colore e la compattezza. Lasciando la pubertà si inoltra in un labirinto oscuro e sconosciuto”, così si è espressa la dottoressa Maroccia.

“Antongiulio è molto saggio, visto che utilizza l’arte per dare voce e visibilità a tutto il suo mondo interiore. Lui compie un viaggio verso un altro universo. Se Antongiulio potesse insegnare, infatti, sarebbe straordinario. I suoi genitori hanno avuto uno sguardo particolare su di lui, lontano dalla diagnosi”, prosegue commossa Katia Scarimbolo.

Il presidente del Consiglio provinciale, Luigi Riserbato, ha parlato, invece, della legge 517 del ’77, incentrata proprio sul sistema scolastico. A suo avviso nel corso di questi ultimi 30 anni si sono fatti molti passi avanti nell’integrazione e nell’accoglimento all’interno dell’istituzione scolastica dei diversamente abili. “Le aspettative, però, non ci sono state date dal legislatore, bensì da un positivo cambio generazionale”, asserisce il presidente richiamando alla mente l’evento di un bambino down che era stato escluso dalla preside di una scuola e che aveva trovato invece la solidarietà di tutti i suoi compagni che si erano rifiutatati di partire senza di lui.

“Quando Antongiulio era piccolo disegnava spesso Pinocchio, solo che nei suoi disegni rimaneva sempre un burattino. Dopo aver lavorato con Carmen e Katia, però, Antongiulio è riuscito a far diventare Pinocchio un ragazzo vero. Si è anche staccato dalla figura materna e si è rivolto all’esterno. Il mio lavoro di mamma è stato molto faticoso, ma è stato sempre molto bello. La nostra situazione è passata dal grigio e per varie sfumature è arrivata all’azzurro, fino a volare verso l’infinito, come dice sempre Antongiulio. Perché lui oltre ad essere un bravo illustratore è anche un bravo filosofo. Al momento della diagnosi della sua malattia pensammo che la nostra vita fosse finita. In realtà era così, ma solo perché stava per iniziarne una nuova, ricca di moltissime emozioni. La nostra vita è cambiata, è diventata una favola”, queste sono state le coinvolgenti parole di Rosa Adduci.

“Biagio è un cane realmente esistito. Era il mio cane e ci ero veramente molto affezionata. Quando è venuto a mancare non ho voluto dire ai miei nipoti che fosse morto e così ho inventato un posto dove correva libero e si innamorava di un’altra cagnolina. E’ la fattoria del mio libro. Grazie ai fantastici disegni di Antongiulio il mio cane, Biagio, è tornato a vivere”, così ha descritto Maria Gabriella Finizio il suo libro e la sua collaborazione con Antongiulio al termine dell’incontro.

A fare da sfondo all’evento c’è stata una grande emozione che ha accompagnato tutti i partecipanti e anche il pubblico accorso numerosissimo per assistere all’immenso talento di un ragazzo di grande valore.

Alessandra Cavisi


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