Caro Direttore,
ho letto con vivo compiacimento la recente scelta della Commissione toponomastica di ricordare con toponimi Raffaello Piracci e Nino Palumbo, personaggi diversi, per impegno culturale, che ho avuto il privilegio di conoscere, ritrovando in loro il comune amore per la Città di Trani, trasfuso nel lavoro giornalistico, storico e letterario.
Credo sia questa l’occasione, per l’amministrazione comunale, per poter riprendere il Premio di narrativa intitolato a Nino Palumbo di cui si tennero edizioni fino alla fine degli anni ‘90. Successivamente un rapporto per nulla facile con il gruppo “barese” che aveva ideato il Premio, patrocinato e sostenuto dall’amministrazione comunale di Trani, impedì allo stesso di svolgersi negli anni seguenti.
Nel 2002, lo ricordo bene perché proponente la delibera (ero assessore alla Cultura) dell’amministrazione Avantario, la giunta, con il prezioso contributo del dirigente dell’epoca, il dottor Vittorio Monterisi, riuscì a chiudere una transazione con il circolo Aries Annabella di Bari, con cui il Comune di Trani acquisiva la proprietà del Premio e non cedeva lo stesso, come erroneamente indicato nella ricostruzione storica riportata in questi giorni.
Era ferma intenzione dell’amministrazione comunale riprendere quel Premio e farne la punta di diamante di una nuova stagione culturale cittadina. Questo passaggio di testimone, nonostante diverse personali sollecitazioni istituzionali, purtroppo, non è avvenuto.
Ai giorni nostri l’attuale Amministrazione Tarantini, credo, alla luce della nascita della Bat, possa interessare la Provincia, ancora priva di un Premio letterario, per fare del “Nino Palumbo” uno dei momenti più qualificanti dell’offerta culturale della intera Regione Puglia.
Franco Caffarella
Consigliere comunale della Città di Trani
