È morto a Milano, dove era ricoverato, all’età di 70 anni, Antonio Rossano, giornalista in pensione della sede Rai della Puglia.
Laureato in Scienze politiche, giornalista per oltre 40 anni, è stato capocronista della Gazzetta del Mezzogiorno nel periodo 73-'78, quinquennio di maggiore fermenti interni, culminati nella edizione speciale della Gazzetta del Mezzogiorno sull'assassinio di Benedetto Petrone, che valse a Rossano e a tutta la redazione della cronaca, il premio Senigallia Cronista dell’anno, nel '78.
Nel '75 aveva ricevuto il premio giornalistico Saint-Vincent Nel '79 Rossano entrò nella sede Rai di Bari dove diventò inviato speciale. Rossano è stato autore di testi teatrali e saggi pubblicati da diverse case editrici. Anche per questa attività ha ricevuto numerosi premi, tra i quali Il Campione d’Italia per il Teatro nel '76 e il premio Nuovo Mezzogiorno per la saggistica. Per 15 anni è stato docente a contratto presso l’Università di Bari.
Era il direttore del master di giornalismo istituito dall’Ordine dei giornalisti della Puglia.
Antonio Rossano lascia la moglie Massima Donatella e i due figli, Letizia e Angelo, giornalista del Corriere del Mezzogiorno.
«Il giornale di Trani» gli rende omaggio proponendovi, in allegato, il video del servizio televisivo per il Tg3 regionale da lui realizzato su una delle ultime mostre del grande Ivo Scaringi. Un pezzo che diventa l'occasione per ricordare entrambi: un maestro dell'arte non conformista ed uno del gironalismo non gridato.
