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VIDEO. «Revolving card», su Barclay's la scure della Procura di Trani

Da American express a Barclay’s. cambia l’istituto bancario, cambiano le ipotesi di reato, non muta lo scenario: carte di credito revolving truffaldine a discapito di consumatori quasi sempre ignari del reato (ipotizzato) commesso nei loro confronti.

In questo caso, come ha spiegato Carlo Maria Capristo (procuratore capo di Trani), “oggi mettiamo un altro tassello su un percorso avviato da tempo, vale a dire l’indagine sulla Barclay’s bank. Non è in discussione la credibilità dell’istituto (e lo stesso dicasi per la American express), ma il rispetto dei diritti del cittadino sia sotto l’aspetto dei consumi, sia per quanto concerne la sicurezza. Fondamentali, in questo senso – ha sottolineato il capo del pool di Trani -, le segnalazioni della Federconsumatori e dell’Adusbef, giacché il fenomeno è molto diffuso su tutto il territorio e colpisce una fascia media dei cittadini, vale a dire coloro che non riescono ad arrivare a fine mese e si affidano alle carte revolving per coprire momentanei disagi. Ebbene questi strumenti, se proposti correttamente, sono d’ausilio, ma se proposti illegalmente, spingono il consumatore in una spirale pericolosa di ulteriore indebitamento. Con l’aggravante che i clienti risultavano quasi sempre ignari dell’attività esercitata a loro carico. Ed infatti la Banca d’Italia, attraverso le ramificazioni locali, sta collaborando in tutti i modi perché ha compreso la portata del fenomeno”.

Michele Ruggiero (il pm titolare inchiesta) ha spiegato a sua volta che “le Barclay’s contemplavano un fido (per esempio 1000, 1500 euro) ed offrivano la  facoltà di un’assicurazione su tale credito. Per l’assicurazione era richiesta una firma, ma la verità è che, anche senza il consenso del cliente, scattava una clausola che determinava l’addebitamento di voci di spesa mai sottoscritte. In realtà, il consenso era avvenuto talvolta oralmente, attraverso operazioni di telemarketing. Ma tale strumento era a sua volta illegittimo, ed in dieci casi, sicuri, manca anche il consenso orale, mentre in duecento mancano le registrazioni. Tutto questo si riferisce agli anni 2008 e 2009, nei quali 439 persone hanno lamentato questo tipo di problemi. Le cifre erano apparentemente modiche, ma il volume risulta importante. La Barclay’s ha riferito che le società affidatarie del servizio assicurativo non era la Barclay’s, ma la Cardiff, l’80 per cento dei cui proventi tornavano alla Barclays. Alcuni mesi fa si sono fatte perquisizioni e sequestri nella sede Barclay’s di Milano, con informazioni di garanzia trasmesse nell’ottobre 2010 nei confronti di tre persone in particolare, coloro che gestivano il servizio oggetto dell’indagine”.

Il colonnello Antonio Nicola Quintavalle (comandante Nucleo Pt Gdf Bari) ed il tenente colonnello Domenico Mileti (comandante Gruppo tutela mercato premi e servizi Nucleo Pt Gdf Bari) hanno a loro volta chiarito che “i clienti, come dicevamo in molti casi, neanche si erano accorti dell’addebito di quelle somme, e le carte emesse in Italia sono migliaia, 3400 nel circondario del tribunale. E la Barclay’s, nel frattempo, ha proceduto ad alcuni rimborsi”.

Per Vincenzo Umbrella (Banca d’Italia), “i reati ipotizzati sono truffa ed usura. Per questi aspetti ci sono le norme e questo non è un problema. Noi stiamo ponendo l’attenzione su incompatibilità e conflitti d’interesse. Sospensione delle attività di emissione delle revolving? No comment. Con American express l’abbiamo fatto, ma questa è un’altra fattispecie”.

Soddisfazione è stata espressa anche dal Prefetto di Barletta-Andria-Trani, Carlo Sessa, per “l’attenzione mostrata dalla magistratura del territorio in favore del superamento dei disagi economici che una larga fascia di cittadini oggi è costretta a sopportare in aggiunta a quelli da cui già normalmente è afflitta”.

In allegato, ed in home page, il servizio video.

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