«Se segno, non esulto». È solenne la promessa di Pietro Crisantemo, l’attaccante che a dicembre è passato dal Trani al Sant’Antonio Abate e che domenica affronterà da ex la Fortis. «Come potrei esultare – si chiede retoricamente il giocatore campano - dopo essere stato in una città così splendida ed insieme con tifosi così meravigliosi? A Trani c’è sempre un gran pezzo del mio cuore».
Crisantemo, peraltro, non nasconde che «contro il Trani dobbiamo vincere perché la nostra classifica è critica, ma vorrei che ci salvassimo entrambi, così che l’anno prossimo magari torno a Trani. Perché sono andato via? Sarei rimasto, ma c’era il problema del vitto e dell’alloggio che la società, che pur mi voleva, non poteva assicurarmi. Purtroppo anche a Sant’Antonio le cose non vanno bene, da due mesi non prendiamo gli stipendi, ci sono stati degli scioperi, ma adesso dobbiamo fare quadrato e salvarci, poi vedremo».
In casa Trani mancheranno Rufini per squalifica, ma anche Radicchio, Loseto e Fumai per infortunio. Crisantemo si coccola il fantasista barese: «Fumami è un grande e merita una categoria superiore. Se non giocasse, mi dispiacerebbe, e ammetto che per noi sarebbe un gran bel vantaggio».
Intanto, sul fronte del futuro della società, situazione di totale stand by. Le due trattative in corso per rilevarla sono entrambe ferme, ma non certo arenate. Ci si muove non facendo mai il passo più lungo della gamba. Il presidente Altieri, per il momento, dichiara che «l’unico obiettivo immediato è fare risultato a Sant’Antonio Abate, mentre per il resto vedremo di dire qualcosa, se vi saranno novità, la settimana prossima».
