«La diffida dell’Anas c’è e l’ordinanza era inevitabile. Ma via Falcone ha problemi di ferrovia ed ospedale, e se permettete, i secondi li conosco anche abbastanza bene e sono quelli per cui, da consigliere comunale, contestavo la collocazione delle giostre».
Così il sindaco, Pinuccio Tarantini, bolla l’ipotesi di un trasferimento del mercato del martedì in via Falcone, vanificando di fatto quasi tutta la discussione del tavolo di ieri (cui era assente) e sconfessando, allo stesso modo, il suo consigliere di maggioranza Andrea Ferri (esplicitamente schieratosi pro via Falcone) e, indirettamente, il suo assessore, Luca Memola, che con le associazioni di categoria aveva avviato un percorso proprio in quel senso.
Addio via Falcone, dunque, adesso è certo che si resta in via Superga senza necessariamente operare spostamenti di blocchi di bancarelle da una parte all’altra del mercato e, dunque senza estenderlo. Basterà ridurre il numero degli operatori, «perché alcuni hanno problemi di carattere amministrativo non pagando da anni la Tosap e, quindi, avendo perso il diritto ad un posteggio», è stato spiegato nella conferenza stampa tenutasi questa mattina in sala giunta su questo ed altri argomenti di attualità amministrativa.
E domani? «I problemi li abbiamo anche nel comparto Torrente antico per motivi idrologici – ha confermato il dirigente dell’Utc, Giuseppe Affatato -, quindi dobbiamo individuare un’area definitiva e permanente all’interno di altri Pue periferici, man mano che ci perverranno le rispettive progettazioni».
Peraltro, Affatato, presente al tavolo delle associazioni, ha chiarito che «non andare in via Falcone non significa vanificare il tavolo, ma semplicemente porre le basi per progettare insieme un percorso nuovo sia per l’immediato, sia per il futuro».
