«Il carcere di Trani scoppia». Lo affermano in coro i sindacati della penitenziaria, che oggi hanno manifestato dinanzi alla casa circondariale di via Andria per sollecitare interventi urgenti presso l’amministrazione penitenziaria.
Il problemja è nei numeri e nella sostanza del servizio. A Trani, all’improvviso, ci si è trovati in presenza di un travaso di detenuti inatteso ed immediato. Il co-capoluogo della Bat, oltre i 270 detenuti che aveva, cui vanno sommate le 47 ospiti del carcere femminile, registra adesso la presenza di ulteriori 150 detenuti trasferiti dalla casa circondariale di Bari.
In questo momento, dunque, la popolazione carceraria maschile è di almeno 400 detenuti. La pianta organica di Trani prevede un numero complessivo di 320 agenti di polizia penitenziaria fra le due strutture carcerarie, ma invece i sindacati lamentano la carenza di almeno cinquanta unità, con il risultato che, con non più di 270 agenti in servizio, l’equilibrio fra controllori e controllati. La polizia penitenziaria, pertanto, lamenta l’impossibilità di lavorare nelle condizioni oggettive migliori, con tutti i rischi che ne conseguono.
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