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Proposta tendopoli a Trani, Negrogno interviene dopo le frasi della Chiarello

Trovo davvero difficile non dire la mia se non altro perché non si pensi ad un silenzio consenziente. Parlare coram populo di locus plurium è molto facile. È chiaro che se avessimo un’agenesia o ipotrofia della corteccia frontale sinistra inferiore, secondo alcuni studiosi responsabile a dominare gli istinti primordiali, il pedofilo lo castreremmo, l’assassino lo fucileremmo, il dittatore lo impiccheremmo, il padrone lo spodesteremmo eccetera. E gli immigrati? Qualcuno ha lasciato che annegassero.

Nel frattempo che l’Europa sia unita che facciamo. Il popolo, sembra che quando ascolti tutto unito certe disquisizioni non ottenga una somma matematica di quella famosa corteccia frontale sinistra inferiore. Più siamo e più sottraiamo. Non voglio entrare nel merito della reale consistenza e soprattutto del successo degli “sforzi inauditi per rendere questa città fruibile ai turisti e migliorare la nostra economia”, nemmeno ho verificato se e quanto sia vera “questa proposta del Governatore di individuare un'area tendopoli a Trani per i clandestini che stanno affollando l'Italia” ma mi sembra triste anzi drammatico come sia devastante la sofferenza quando si manifesta, si estrinseca con forme diverse da quelle che ci circondano.

Soffriamo se vediamo un nostro parente malato, morente, facciamo di tutto per salvarlo anche da una morte cronologicamente inevitabile. Per il lavoro che svolgo mi succede di trovarmi di fronte a persone che implorano piangendo disperatamente di riportare in vita loro parenti di 98, 99, 100 anni ormai già con rigor mortis. È comprensibile. Ma se vediamo un bambino affamato, a cui la guerra o un cataclisma ha rubato tutto, la sua casa, il suo papà, la sua mamma, ma questo bambino ha un colore diverso, si chiama immigrato ecco che viene fuori la differenza, la voglia di turismo, riusciamo ad amare e a preoccuparci della nostra ridente città.

La cosa più preoccupante e lo dico al popolo, è che se un giorno questa nostra Italia dovesse affondare, più di quanto già non stia immersa (e non specifico in cosa), i nostri figli, quelli del popolo, diventeranno immigrati che rovineranno l’immagine di limitrofe nazioni turistiche. I figli del popolo naturalmente perché i figli di qualcuno diventeranno semplicemente turisti di quelle nazioni. Tra due settimane sarà Pasqua, mi viene in mente una preghiera che recitavo il Giovedì Santo in cattedrale quando ero puro:

«Miserere mei, Deus, secundum magnam

misericordiam tuam.

Et secundum multitudinem miserationum tuarum,

dele iniquiatatem meam.

Amplius lava me ab iniquitate mea:

et a peccato meo munda me»

 

Rino Negrogno

Federazione della Sinistra

 

 

 


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