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VIDEO. Contraffazione, operazione di Procura di Trani e Gdf: 17 arresti tra Bari e Napoli, sequestri per 3 milioni e mezzo

Un’importante operazione di servizio, eseguita dal Nucleo di polizia tributaria del Comando provinciale della Guardia di finanza di Bari, è stata completata nella notte.

Sono state richieste diciassette ordinanze di custodia cautelare (eseguite quindici), di cui otto in carcere e nove agli arresti domiciliari, nei confronti dei presunti appartenenti ad un'organizzazione criminale dedita alla produzione e alla commercializzazione di prodotti contraffatti.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Trani, hanno consentito di disarticolare un'organizzazione con ramificazioni in Puglia e Campania. I finanzieri hanno sequestrato migliaia di articoli contraffatti con marchi falsificati di noti produttori nazionali e stranieri, oltre che beni per circa 3,5 milioni di euro.

“E’ un’operazione a tutto campo, molto articolata – ha detto il procuratore capo, Carlo Maria Capristo -, che ha individuato i responsabili di un sodalizio criminale ben radicato a sua volta sul territorio.

L’indagine si chiama “Hermes” ed è iniziata nell’estate 2008, partendo da sequestri nei mercati rionali. Da lì è stata avviata una complessa indagine verso monte, sfociata nell’accertamento dei responsabili e delle fonti di approvvigionamento della merce.

Il pm inquirente, Bruna Manganelli, ha chiesto ed ottenuto il sequestro preventivo di beni tra mobili ed immobili, per quell’importo di 3 milioni e mezzo decisamente spropositato rispetto ai redditi complessivamente dichiarati dai responsabili.

La presenza del Prefetto Sessa e del presidente della Camera di commercio di Bari, Ambrosi, è stata giudicata dal procuratore “significativa  nella misura in cui la Confcommercio aveva già firmato un protocollo d’intesa con la magistratura e, adesso, con la Prefettura l’operazione avrà un maggiore e più ampio respiro”. “Infatti – ha precisato il procuratore aggiunto, Francesco Giannella -, noi vogliamo smettere di distruggere ed iniziare a costruire. Perché i patrimoni sequestrati diventano una risorsa”. “E noi, dopo Pasqua – ha anticipato Sessa -, partiremo con progetti mirati, soprattutto istituendo un protocollo per le modalità d’intervento sull’attività di masserie ed aziende nella quali lavorano tante persone cui bisogna garantire la salvaguardia del posto di lavoro”. “E’ una sinergia non facile, ma vincente”, ha chiosato Ambrosi.

Contraffazione, un affare di enorme portata. Il generale Franco Patroni (comandante regionale della Gdf) ne parla come di “core business di una buona fetta della criminalità organizzata. Ha una diffusione sia nazionale, sia internazionale. E genera flussi economici importanti”.

Quanto alle modalità dell’operazione, il generale Vito Straziota (comandante provinciale della Gdf di Bari) ha posto in risalto “la simultaneità delle misure personali e patrimoniali applicate a carico dei responsabili. Ci interessava, infatti, arrivare direttamente alla spoliazione degli artefici su quest’asse Bari-Napoli, risalire alla fonte della filiera. Un primo passo era stato compiuto dai colleghi napoletani, ma vi era tanta merce, fra calzature ed abbigliamento, imponente nel volume e nel valore economico, prodotta lì e piazzata qui.

Antonio Quintavalle, che capeggia il Nucleo di polizia tributaria delle Fiamme gialle, ha a sua volta riferito che “il peso della contraffazione in Italia è di 5 miliardi di euro, con inclusi manodopera a nero e sfruttamento di clandestini. I canali più grossi sono le scarpe Hogan e tanti prodotti dell’abbigliamento. Lo scenario è proprio quello che abbiamo incontrato in quest’operazione. Con le Hogan siamo arrivati in Campania, e segnatamente al laboratorio di Giuseppe Gambarrota, presso il quale la scarpa costava 30 euro fino agli 80 del prezzo finale sulla bancarella del mercato. Ad Altamura, invece, tale Racanati vendeva su richiesta e per corrispondenza, con la collaborazione di uno spedizioniere che è stato a sua volta arrestao. Altri soggetti, pugliesi, producevano etichette false da applicare sui capi contraffatti prodotti da un’altra arrestata, la signora Iodice.

I capi sequestrati sono 4000, ma erano già in produzione ingenti quantitativi di infradito di “Baci e abbracci” presso il laboratorio di Gambarrota.

In allegato, ed in home page, il servizio video.


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