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Trani, innalzamento frangiflutti. Di Savino: «Furono abbassati per colpa della stampa»

Rispetto ai lavori relativi ai frangiflutti urge fornire alcune precisazioni:

Negli scorsi anni alcune campagne stampa sull’argomento hanno spinto gli amministratori a decisioni inefficaci. L’insistente presenza di richieste effettuate senza alcun rigore scientifico da associazioni varie, ha orientato tutti verso la scelta dei frangiflutti soffolti che poi, si sono rivelati inadeguati a fornire la giusta protezione alla falesia.

Nella zona della seconda spiaggia invece, successivamente, si è provveduto a realizzare frangiflutti non soffolti. In un primo momento si è creata a riva, ad una distanza di circa 5 metri una zona limacciosa, durante il periodo di assestamento dei flussi determinati dalle maree. Gli articoli di stampa che gridavano allo scandalo si susseguivano – senza alcun argomento scientifico che potesse sostenerli – come gocce di pioggia durante un temporale. Venivano giù a palate pontificando disastri ed invasioni d’acqua di mare che avrebbero devastato il litorale fino alla statale 16.

Un allarmismo che ha tenuto banco per mesi, durante i quali, la natura della baia si riassestava grazie a queste protezioni che agivano su correnti, fondali e venti di superficie. Prima cominciarono a comparire sulla spiaggia delle piccole formazioni rotonde secche di alghe aggregate come quelle che siamo abituati a ritrovare negli arenili del Salento. La loro presenza testimonia di un ciclo ecologico ottimale del fondale e dei flussi sottomarini. Successivamente scomparvero le parti limacciose in corrispondenza della lunghezza dei frangiflutti. Infine si formò una spiaggia di circa 12 metri di profondità per tutta la lunghezza dei frangiflutti. Da allora i cittadini utilizzano quel lido pubblico molto apprezzato, noto come seconda spiaggia.

Oggi, siamo costretti a rimediare agli errori innalzando i frangiflutti  soffolti realizzati sull’onda emotiva di quella campagna stampa nella zona che va dal Lido Mongelli all’inizio della seconda spiaggia. Questo per affermare che i lavori pubblici per il miglioramento o la manutenzione dei litorali, non possono seguire il capriccioso andazzo dell’opinione pubblica generata da forum o stampa varia, senza alcun fondamento scientifico. Essi devono seguire il corso delle opportunità dettate dalle analisi tecniche e dai crono programmi che una azione di governo responsabile ha l’obbligo di seguire.

L’Assessore ai Lavori Pubblici - Pietro Di Savino


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