La Vergine Addolorata che quest'anno scenderà in strada è fresca di restauro conservativo.
Si è parlato molto di quest’intervento, «e noi abbiamo dimostrato una forte dose di coraggio, che, forse, in precedenza non c’è stato». Questo il commento del priore dell’arciconfraternita, Francesco Ventura, che ha ritrovato e diffuso una foto storica della statua, risalente ai primi del Novecento, in cui l’Addolorata appare effettivamente molto simile a quella uscita dal laboratorio di restauro.
Abbiamo accostato le due foto, con in mezzo la statua così come si presentava fino allo scorso anno, gli occhi incrostati ed anneriti. Ventura spiega che «ben quattro laboratori di restauro hanno espresso un parere unanime, e cioè, che bisognava intervenire subito sull’immagine. I segni del tempo che erano presenti sulla scultura lignea ne avevano compromesso la struttura e stavano andando ancora ad appesantire queste problematiche. Originariamente gli occhi della Vergine, e lo dimostrano anche le fotografie, erano chiari e puliti, come quelli di ora. Poi, il nero fumo dei ceri che venivano posti sotto la Vergine il venerdì, la custodia in un ambiente abbastanza umido, la polvere hanno fatto il resto, sino a far apparire quei segni del tempo che stavano degenerando. Poi, a questo, si aggiungono le venature che si erano create sulla parte pittorica del volto hanno fatto il resto. Da diversi anni si stava parlando di questo intervento di restauro. È chiaro che fare un intervento del genere andava a toccare la suscettibilità, la devozione, la paura di andare incontro a dei pareri non positivi e ha fatto rimandare questa decisione. Sino a quando io e i miei amici amministratori e l’intero consiglio abbiamo deciso di sottoporre alla Curia il problema e abbiamo interpellato i laboratori di restauri per vedere e scegliere il laboratorio più adatto. È stato scelto il laboratorio di restauro Lorenzoni di Polignano, che riteniamo essere tra i più fedeli e puntuali della zona. Ritengo che il risultato sia stato ammirevole. Abbiamo notato negli occhi un senso di dolore, che prima era offuscato da quell’aspetto così innaturale, dato dal nero presente. Purtroppo – conclude il priore - ci sono state delle critiche che hanno fatto male. Per chi mostra un certo attaccamento, un impegno che comporta sacrifici notevoli sono commenti infondati e fanno male».
In allgato, ed in home page, il frammento tratto dalla nostra video intervista con il priore Ventura e Don Mimmo De Toma sui riti della Settimana santa.
