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Trani, innalzamento frangiflutti. Ecco cosa accadde nel 2004

Sui frangiflutti in fase di innalzamento, ieri l'assessore ai lavori pubblici Pietro Di Savino ha puntato il dito contro presunte campagne di stampa che avrebbero creato una pressione emotiva sull’amministrazione comunale. Eravamo nel 2004 e, per la verità, la stampa registrava polemiche per la melmosità del fondale sabbioso laddove i frangiflutti erano stati innalzati con il primo progetto. Ebbene, la relazione consegnata dal tecnico incaricato dall’amministrazione comunale dell’epoca il professor Giovanni Marano, accertò che i frangiflutti, così come strutturati, avrebbero trasformato lo specchio d'acqua della seconda spiaggia in una palude, poiché il limo formatosi era decisamente superiore alla media. Il fenomeno si era verificato poiché l’amministrazione precedente, per ragioni economiche, non ritenne opportuno realizzare una simulazione in vasca di quanto poi si sarebbe verificato nella realtà.

A questo proposito, si possono consultare i seguenti articoli qui pubblicati:

http://www.radiobombo.com/news/31526/trani/disastro-ecologico-evitato-in-extremis-i-frangiflutti-da-colonna-alle-matinelle-erano-sbagliati

http://www.radiobombo.com/news/31525/trani/frangiflutti-sbagliati-le-precisazioni-dell-ufficio-tecnico

Inoltre, così si esprimeva all'epoca il primo cittadino, Pinuccio Tarantini. «L’opposizione – dichiara il primo cittadino - ha fatto delle sue rimostranze sul fatto che noi ci saremmo assunti il merito dell’avvio di appalti e del compimento di alcune opere pubbliche che invece vengono dalla precedente amministrazione. Non solo non ho mai avuto alcuna difficoltà ad ammettere questo, ma sarei stato persino uno stupido se non avessi portato a termine, per puro spirito di appartenenza, tutte queste cose per farne delle altre. Ebbene, proprio questo, e sottolineo purtroppo, fece il governo che ci ha preceduti, stoppando per due anni l’intero iter del risanamento della costa nell’attesa di capire se un provvedimento della precedente amministrazione si dovesse portare avanti o no, salvo poi riprendere esattamente lo stesso progetto che in un primo momento sembrava non andasse bene. In questa “vacatio” si è omesso di fare una cosa che andava sicuramente fatta nei tempi giusti: uno studio delle correnti per capire se il progetto fosse corretto o necessitasse di aggiustamenti, ed è proprio quello che abbiamo fatto noi quando abbiamo avuto la possibilità materiale, vale a dire appena insediatici, di intervenire. In ogni caso eviterei, in questo come negli altri lavori pubblici, di sollevare discorsi di campanile: se gli attori cambiano, il palcoscenico, che è la città, resta sempre quello. Non mi sogno di interrompere un percorso per ragioni di mera appartenenza politica, anzi sarei felice se il sindaco che si insedierà dopo del sottoscritto potesse portare a termine qualche lavoro che noi avremo intanto avviato».

Questo, ci sembra, è quello che è realmente accaduto.


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