Si è fatto un gran parlare e come è di consuetudine quando parlano tante persone, le voci si perdono, sembra che compaiano tante verità e nessuno dei lettori o come in questo caso dei cittadini, abbia un'idea chiara su quanto sia avvenuto. Nelle scorse settimane il Comune, avendo ricevuto numerose richieste da parte di cittadini ed associazioni per una bonifica dell'area della pinetina antistante la parrocchia della Madonna delle Grazie, ha inviato sul posto il responsabile del verde pubblico con l'agronomo Giovanni Battista Guerra per un sopralluogo. Le segnalazioni si fondavano tutte sulla paura da parte di genitori, ragazzi e parrocchiani di essere colpiti dalla processionaria dei pini. Un bruco colorato pieno di "peli" irritanti che libera ed usa come difesa personale. A causa del simpatico aspetto, a volte attraevano soprattutto i bambini ignari del pericolo. Potrebbe provocare dermatite, altre volte potrebbe provocare allergie e se si è eccessivamente allergici, si potrebbe rischiare lo shock anafilattico. In Italia è obbligatorio per legge combattere la processionaria con disinfestanti chimici. Lo stesso don Gaetano Lops, parroco di Santa Maria delle Grazie è rimasto "vittima" di questo insetto portando qualche segno sulla mano. Il Comune, dopo il sopralluogo, ha predisposto il lavoro di bonifica affidandolo alla cooperativa Re Manfredi. Il lavoro è costato 22mila euro ma solo 1000 euro erano sotto la voce di spesa relativa alla bonifica della processionaria. Negli ultimi giorni però si sono scatenati associazioni, politici e partiti. In primis i Verdi che avevano messo in dubbio la certezza dell'esistenza della processionaria, «ci chiediamo se alla base di tale scelta ci sia stata valutazione agronoma e se non sia possibile salvare le piante attraverso mirati interventi di tipo microbiologico o fitosanitario». In seguito è arrivata l'associazione Legambiente che ha centrato tutto il proprio comunicato sulla processionaria, dicendo fosse inutile abbattere 40 pini solo per la processionaria che si sarebbe potuta combattere. L'assessore all'ambiente poi, Pina Chiarello, ha risposto a tono, dicendo che la processionaria andava debellata per la salute dei cittadini e che molti alberi erano ormai secchi e morenti. Noi abbiamo ascoltato il responsabile al verde pubblico cittadino, Pinuccio Merra, che ci ha fatto visionare e ci ha consegnato la relazione dell'agronomo Guerra. In poche parole la pineta, come da relazione, non avrebbe avuto vita facile. Dalla piantumazione, che risale a più di 50 anni fa, sino ai nostri giorni nessuno aveva mai potato o curato i pini. Ogni albero di questo tipo ha bisogno di spazio poichè si sviluppa in altezza e per essere sano e robusto deve avere una folta chioma che se soffocata, non cresce. Nello spazio di quella pineta i pini furono piantati come se fossero viti. Nei punti più "affollati" c'erano alberi ogni tre metri quadri, uno spazio che il pino non ammette. Alcuni pini infatti, ormai morti, erano completamente storti ma non "crollavano" sul suolo poiché si poggiavano ai pini loro vicini. I pini laterali infatti sono a serio rischio caduta e tra l'altro uno dei "caduti" lo segnalammo sul nostro portale qualche mese fa. Il pino cadde nel campo fortunatamente quando non c'era alcun ragazzo. Abbiamo ascoltato anche il parere di un altro agronomo che ha preferito che il proprio nome non comparisse, il quale ci ha detto che se tutti quegli alberi fossero stati tagliati per la processionaria sarebbe stato un vero e proprio delitto. Lui stesso ha effettuato un sopralluogo in quella pineta e ha notato tre soli nidi di processionaria, tipici nidi di seta bianca nel quale si "ritrovano" tantissimi bruchi pelosi. «Certo - ha detto l'agronomo - ho visto anche la divisione delle spese ed effettivamente solo mille euro sono serviti per la processionaria. Il resto quindi, è servito per pulire la pineta da alberi pericolosi e ormai morti». Alla proposta dei Verdi di ripiantare altrettante piante, risponde Pinuccio Merra che ci dice: «Era impossibile piantare altri alberi perchè sarebbe stato illogico. I pini morti e secchi sono stati tagliati proprio per fare spazio a quelli che si potrebbero salvare e che di spazio avevano bisogno». Il parroco si è detto contrariato per le cose lette sulla stampa, dato che lui stesso era costantemente preoccupato per i propri parrocchiani ed addirittura non permetteva più che i ragazzi passassero sotto la pineta per giocare. «Poi - ha aggiunto - proprio noi che abbiamo un bel gruppo scout e stiamo attenti a queste cose, vuoi che lasciassimo abbattere alberi come se nulla fosse? Durante la mia prima messa di Natale è caduto qui nel cortile un ramo enorme di un pino che pendeva di lato. Fortunatamente la gente era tutta dentro la chiesa ma abbiamo sentito tutti il tonfo e se si fosse trovato qualcuno fuori ci sarebbe rimasto sotto». Il terreno comunque, sia quello della pineta che quello del campetto, non sono né di proprietà né di competenza della parrocchia ma il parroco ha annunciato che per l'estate, i ragazzi si "riapproprieranno" di questo spazio. Intanto, mentre parlavamo, alcuni parrocchiani stavano sistemando il muretto a secco per le nuove aiuole, all'ombra di un ulivo appena piantato. Tre nidi di processionaria eliminati, quaranta pini secchi tagliati, 22mila euro per tutta l'operazione, dopo tanto parlare restano i numeri e le fotografie della nuova pineta.
Donato De Ceglie