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Trani, ospedale unico, da "Etica e politica" una proposta: «Si costruisca sulla Andria-Bisceglie»

Aprendiamo con amarezza le recenti notizie circa il futuro del presidio ospedaliero unico di Trani – Bisceglie. Sembrerebbe che il programma di edilizia ospedaliera regionale che prevedeva sul territorio della Bat la costruzione di due nuovi ospedali, quello di Andria - Canosa per 350 posti letto e quello di Trani – Bisceglie per 270 posti letto, sarà modificato nel senso che si procederà alla costruzione di un solo ospedale, quello di Andria – Canosa, mentre, si prevede nel medio periodo la chiusura per consunzione del Presidio Ospedaliero di Trani – Bisceglie.

Le ragioni di tali cambio di rotta risiedono in una recente direttiva del Governo nazionale che prevede la possibilità di costruire nuovi ospedali per bacini di utenza di almeno 200 mila abitanti, per cui nella Asl Bat che conta circa 450 mila abitanti, si prevede, a regime, sempre su impostazione del Governo Nazionale, la presenza di due soli ospedali, quello di Barletta e quello di Andria – Canosa. A rafforzare questa ipotesi vi sono le perenni restrizioni dei finanziamenti destinati dal Governo Berlusconi – Tremonti – Bossi alle regioni, con le conseguenti difficoltà di bilancio, di cui ogni giorno si ha notizia aprendo i giornali.

Certamente queste sono le cause strutturali generali che rischiano di far perdere alle due città, e quando diciamo città dobbiamo intendere 110 mila abitanti, con tutti il loro carico di problemi familiari e personali, la possibilità di accedere ad una struttura ospedaliera nuova e moderna.

Ma siamo proprio sicuri che non ci siano responsabilità in sede locale ?

In primis delle due amministrazioni comunali, sindaci in testa, ma anche più in generale della intera politica locale?

Risponde a verità che i due sindaci di Trani e Bisceglie negli ultimi tre anni sono stati ufficialmente invitati dall’assessore alla sanità, per ben tre volte, ad avviare gli atti amministrativi di competenza comunale, compresa la scelta comune del sito dove collocare il nuovo ospedale? Cosa hanno fatto ?

E l’insieme delle forze politiche, anche quelle di opposizione, delle due città, anche gli stessi operatori della sanità, quando hanno fatto sentire la prorpia voce per sollecitare un processo utile per i cittadini ed addirittura necessario per cogliere una opportunità storica?

Nulla, solo silenzio, quasi il fastidio di doversi confrontare con un progetto che avrebbe cambiato per sempre uno status quo anche di interessi personali ormai consolidato.

Solo la voce solitaria di alcune associazioni tra cui noi di “Etica e Politica“ che si sono sforzate di mantenere vivo il dibattito in città sulla necessità di avviare concretamente il processo di unificazione dei due plessi ospedalieri in un soggetto unico.

Oggi rischiamo tutti di raccogliere i cocci di una grande occasione perduta per le due città. Cosa è stato? Miopia? Disinteresse? Campanilismo che pretende di essere furbo e che invece alla prova dei fatti si dimostra sciocco e di scarsa lungimiranza? Sottile lotta politica di contrasto all’azione di governo regionale, anche a costo di far pagare il conto ai cittadini? Forse un po’ di tutto.

La nostra Associazione ritiene che se esiste la volontà politica in sede locale e regionale molto si può ancora fare. Purchè tutti facciano la loro parte senza infingimenti e pensieri nascosti. Per questo è necessario un confronto pubblico aperto e leale in cui ciascuna parte dica la sua, partendo da una convinzione:

- che l’occasione del confronto serva a cercare soluzioni condivise e non per ulteriori schermaglie politiche sulla paternità delle responsabilità. A nostro avviso si potrebbe partire da alcune considerazioni utili per costruire una proposta:

1. se si tiene conto dell’intero territorio del Nord – Barese a partire da Bitonto fino a Trani – Corato, considerando come punto fermo che il nuovo ospedale di Andria – Canosa interesserà anche il territorio di Spinazzola e Minervino, è presente una popolazione di circa 350 mila abitanti, sufficiente ad ipotizzare la presenza di due nuovi ospedali. Uno dei due potrebbe esere collocato sulla provinciale Andria – Bisceglie, in un punto più o meno equidistante fra Trani - Bisceglie e Corato. La permuta delle attuali tre strutture presenti nelle città con i relativi terreni circostanti, dovrebbe coprire ampiamente le spese di costruzione del nuovo ospedale.

2. Nelle more della costruzione del nuovo ospedale, tutti dovrebbero concorrere a far funzionare i due plessi attuali REALMENTE COME OSPEDALE UNICO. Questo significa accorpare tutte le strutture doppie presenti nei due plessi, lasciando i servizi in entrambi i plessi, ma sempre considerandoli facenti parte di una unica unità operativa. Così facendo il personale Medico accorpato sarà in grado di garantire la guardia su 24 ore in ogni reparto, si otterrà un risparmio considerevole di personale infermieristico e di posti letto.

In conclusione i cittadini usufruiranno di una migliorata qualità dell’assistenza, il presidio così unificato non avrà problemi di personale per molti reparti neppure nel prossimo futuro, stante il perdurante blocco delle assunzioni, la Asl Bat godrà di notevoli risparmi di gestione. Viceversa tutti i reparti doppi presenti nei due plessi, avendo ciascuno personale medico ed infermieristico scarso, sono esposti tutti, stante l’impossibilità di nuove assunzioni, al rischio di chiudere o ridurre la prorpia attività.

E’ quindi interesse di tutti procedere nella direzione indicata, dei cittadini di entrambe le città, del personale che non rischia lo stress legato a carichi di lavoro eccessivi, della Direzione dell’ASL e dell’Assessore alla Sanità per la riduzione dei costi di gestione.

Diciamo di più: se l’assessorato non pretenderà che si proceda con gli accorpamenti, vorrà dire che ha l’interesse opposto, ovvero che i due presidi separati vengano più facilmente progressivamente fiaccati in modo da poterli chiudere prima. Ma questo non è interesse di nessuno ne di Trani, ne di Bisceglie.

Per questo motivo è nostra intenzione organizzare un incontro dibattito con tutte le forze politiche, con i sindaci, i consiglieri comunali e le associazioni interessate delle due città, prevedendo la partecipazione del direttore generale dell’Asl Bat e, possibilmente, dell’assessore alla Sanità della Regione Puglia.

Trani 27. 04. 2011

I Soci fondatori di Etica Politica

Mittente, Antonio Corraro

 

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