La richiesta da noi fortemente voluta e condivisa da CGIL-CISL-UIL della Puglia di estendere l’accordo di programma TAC del PIT nr. 9 (Salento) al PIT nr. 2 (B.A.T.) in favore dei lavoratori ex Franzoni e dell’intero comparto tessile, abbigliamento e calzaturiero assume sempre di più esigenza vitale e non più procrastinabile anche alla luce del recente accordo Stato-regioni che ha ridotto di molto le risorse previste sulla cassa integrazione straordinaria in deroga.
A sostegno di quanto affermiamo vi sono almeno due fondamentali motivi:
- la necessità di avviare una inversione di tendenza in atto di deindustrializzazione in azioni di sviluppo per il settore tessile-abbigliamento-calzaturiero del nostro territorio.
- Il superamento per il TAC delle difficoltà dovute alla riduzione delle risorse per la cassa integrazione straordinaria in deroga.
Ma vediamo a qual punto siamo giunti.
La ragionevole speranza, dovuta alla lotta dei lavoratori ex Franzoni ed alla grande condivisione istituzionale e sindacale realizzata, Regione Puglia, Provincia B.A.T., Comune di Trani, CGIL, CISL e UIL, non ha fatto ancora mosso passi perché, al momento, manca la convocazione del Ministero dello Sviluppo di tutte le parti interessate.
Questo ingiustificato ritardo collide con i forti segnali che vengono dal mondo imprenditoriale per i fenomeni di “delocalizzazione di ritorno”.
Il Nord ora fa i conti con la distruzione che ha prodotto sul proprio terzismo produttivo e tenta di superare questo ostacolo attraverso la nascita di piattaforme produttive specifiche guardando con interesse verso Sud.
In tale direzione va letta la manifestazione di interesse espressa, tramite l’Associazione degli Industriali ASSINPRO della B.A.T., da parte di un imprenditore calzaturiero del Veneto.
Altresì abbiamo favorevolmente colto la piccola ma significativa inversione in atto sull’area produttiva di Minervino Murge per l’abbigliamento di alta qualità.
Noi vogliamo poter cogliere queste opportunità sviluppandole e soprattutto governandole al fine di evitare esempi poco edificanti come, nel passato è avvenuto per la vertenza Franzoni dove, a nostro avviso, si è prodotta una insufficiente presenza istituzionale di controllo sull’uso dei benefici economici pubblici messi a disposizione per le attività produttive.
Per tutte queste ragioni e per fare in modo che lo stallo in atto sia rimosso, noi facciamo appello a quelle Istituzioni che devono svolgere un ruolo attivo perché sia rimosso l’impedimento della convocazione Ministeriale .
Per questo noi siamo convinti che i Parlamentari eletti sul nostro territorio devono essere anche loro soggetti da aggiungere alla grande condivisione Istituzionale.
Pertanto chiediamo pubblicamente loro di intervenire.
Nel passato più volte alcuni Deputati, l’On. Margherita Mastromauro, l’On. Francesco Boccia e l’On. Gabriella Carlucci hanno espresso opinioni ed hanno svolto interrogazioni parlamentari sulla vicenda Franzoni, oggi noi desideriamo solo poter conseguire un incontro al Ministero dello Sviluppo.
Siamo certi che questi parlamentari non ci faranno mancare il loro fattivo sostegno ed è in questo auspicio che i lavoratori ex Franzoni ed i tanti disoccupati ripongono le loro speranze.
UILTA-UIL della B.A.T.
Segtretario Luigi Mesaroli
