«Veniamo a sapere dagli organi di stampa che, con annuncio del suo Presidente, l’Amet comunica che il suo trasferimento ad altra sede è saltato ancora, e, leggiamo, non è escluso che si resti lì. Ci sia consentito dire: chapeau!
Non che la cosa in sé ci dispiaccia (a noi che l’Amet rimanga lì va benissimo), ma non era una necessità oggettiva, dovuta al fatto che l’attuale sede non sarebbe più a norma, e che prescindeva da altri discorsi, come aveva detto il Sindaco nell’incontro con il Forum Supercinema di un mese e mezzo fa?
Riassunto delle puntate precedenti: nel maggio del 2009 la vecchia presidenza Amet punta sul trasferimento dell’Amet in un capannone in Via Papa Giovanni XXIII, dal costo proibitivo peraltro (9 milioni di Euro). Ad alcuni ex dirigenti Amet che esprimevano contrarietà, il Presidente dell’epoca così rispondeva “Amet cerca una nuova sede direzionale ed operativa perché la sua storica dimora diventerà sede del nuovo teatro comunale e di un centro congressi”, indicando questa, quindi, come la ragione principale del trasferimento, ed aggiungendo che, essendo questo (il Teatro) uno dei punti del programma del Sindaco, accusare di non consultare la Città sul trasferimento sarebbe stato “poco rispettoso”.
Nell’estate 2010 la nuova presidenza (quella attuale) ferma l’operazione, dicendo “per ora restiamo qui”. A fine 2010, il Sindaco rilancia nuovamente, in una conferenza pubblica, l’ipotesi di localizzare il Teatro nella Sede Amet. Amet che si sposterebbe, a quanto annunciato poco prima, nell’ex mercato ortofrutticolo. Di fronte alla nostra controproposta (ex Supercinema), che aveva, tra i vari suoi presupposti, il fatto che c’erano delle spese anche per lo spostamento dell’Amet, il Sindaco rispondeva che l’Amet si doveva trasferire per altri motivi, e non per la vicenda-teatro (diversamente da quanto detto dall’ex Presidente dell’Amet due anni prima), e che doveva farlo in ogni caso, come abbiamo detto sopra (diversamente da quanto si legge ora).
Possiamo pregare il Sindaco ed i Dirigenti Amet di mettersi d’accordo? Cosicchè quantomeno si possa capire come stanno i fatti, dato che ci sembra evidente che siano state date versioni differenti, e più di una volta? Una cosa però è certa: per la nostra proposta, come detto un mese e mezzo fa, non abbiamo riscontrato molto interesse. E quanto accade ora acuisce i rimpianti. Complimentoni!»
Il Responsabile
Alessandro Cerminara
