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Nenna (Fds): «A Trani la Soprintendenza non ci pare sempre coerente»

Trani come Alassio: anche Trani vanta il suo…muretto.  Ma se nella città ligure, com’è arcinoto, è simbolo di turismo e ritrovo per i giovani, a Trani, invece, è motivo di contendere tra l’Amministrazione comunale da una parte e la Soprintendenza  e il Ministero ai Beni culturali dall’altra. La prima vuole sacrificarlo pare  nell’ambito dei lavori per la soppressione del passaggio a livello di Via Annibale Maria Di Francia e la costruzione di un sottovia.  Gli altri, Soprintendenza e Ministero,  l’hanno vincolato ritenendolo di grande importanza storica (sic). Il comune, a questo punto, pare sarà costretto a trovare soluzioni alternative (campa cavallo!) per l’eliminazione di quel passaggio a livello che divide la città in due, che crea caos al traffico e pericolo per chi, impaziente e incurante delle sbarre abbassate, tenta di attraversare ugualmente  i binari.

Stranezze della vita da parte di entrambi i contendenti. E non è l’unica diatriba che ha prodotto lo scambio di rilievi epistolari tra gli enti in questione.  C’è anche il caso di Piazza Longobardi. L’amministrazione  vuole trasformarla in meglio (dicono al Comune)  anche se c’è una opposizione degli esercenti della zona. La soprintendenza, invece,   interviene finanche con i carabinieri e blocca i lavori perché, sostiene (a ragione) che sotto la piazza vi siano i resti della cripta dell’antica chiesa dell’Annunziata demolita ai primi dell’800, non sapendo (forse) che nei primi anni Ottanta, quasi trent’anni fa, quando furono rifatte la pensilina e le caditoie per lo scolo delle acque, tutti i reperti  venuti alla luce,  in gran segreto e in fretta e furia furono raccolti e portati al Museo Diocesano, forse per evitare l’intervento proprio dell’ente che tutela i beni storici.

Ma non è questo quello che conta oggi ( quell’episodio di trenta anni fa parte della…storia antica). Né come andrà a finire (se non è già terminata) la querelle. Quello che meraviglia, invece, sarebbe quell’eccesso di   zelo dell’ente ministeriale solo verso taluni beni ambientali, artistici e storici cittadini, a cui si contrapporrebbe un certo lassismo o “distrazione” da parte dell’amministrazione nella tutela e valorizzazione delle testimonianze storiche.

Se è vero che quel muretto va conservato (lo stato in cui versa fa propendere che starà in piedi da solo ancora per poco), che sotto piazza Longobardi ci sono importanti testimonianze archeologiche, ci si chiede come mai la Soprintendenza ha consentito, pare senza proferire rilievi nonostante diverse segnalazioni, la chiusura dell’angiporto Ognissanti con quelle strutture di cemento e materiale ferroso bianchi, che “offendono” il colore antico  della pietra circostante e l’attigua chiesa di Ognissanti (sec.XII)?

Come mai la Soprintendenza non ha proferito parola alle sovrastrutture che disturbano la vista dell’antico fortino(sec. XIV) che ingloba la chiesa di Sant’Antonio Abate, (sec.XII) che l’amministrazione ha concesso a privati per un farne un “ristorante ecclesiastico moroso” (la definizione è di un senatore, ex assessore della giunta Tarantini all’epoca dei fatti, autore anche di una dettagliata denuncia nel merito all’A.G.), decisione che suscitò le ire (quasi  un anatema) del Vescovo, l’indignazione della cittadinanza e dell’onorevole Gabriella Carlucci (stesso colore dell’amministrazione tranese) che preparò un’interrogazione  urgente al Ministro per i Beni culturali , ceduta per “ragioni di opportunità politica” al collega Zazzera (IDV), come comunicò testualmente il 25 gennaio 2009 il suo addetto stampa Federico Mancini ad un cittadino che protestava e chiedeva lumi all’onorevole di Trani?

Come mai  la soprintendenza e il comune zittiscono dinanzi alla facciata prospiciente il porto del quattrocentesco palazzo Caccetta “offesa” da erbacce e tubi tricolori per lo scolo del l’acqua piovana?

Misteri e stranezze!

Cosimo Nenna (segretario Federazione della sinistra)


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