Sono trascorsi esattamente cinque anni dall’inaugurazione del lido e panoramica “Francesco Paolo Mongelli”. Le foto a raffronto testimoniano il progressivo ed inarrestabile degrado del luogo.
Non soltanto, infatti, è completamente scomparsa la sabbia, circostanza già nota dal primo anno ed alla quale si pone rimedio con costosi ed inutili interventi tampone che durano lo spazio scarso di un’estate.
Ma anche, e soprattutto, si nota proprio una costante erosione anche della battigia lapidea. Il mare è sempre più vicino al muraglione e, ormai, è giunto a contatto con la rampa d’accesso di ponente. Il terrazzino a mare è come se non ci fosse più, tutte le attrezzature sono rotte, il luogo appare in uno stato di totale abbandono.
Oggi, però, siamo ad una svolta, meglio dire ad un bivio. A breve distanza da lì. Al termine di lavori protrattisi per alcuni mesi, è stato portato a termine l’innalzamento delle barriere frangiflutti soffolte. Adesso, tutti i pennelli hanno la stessa altezza e dovrebbero difendere meglio il litorale dall’aggressione del moto ondoso.
I lavori hanno previsto anche la realizzazione dell’ultima barriera frangiflutti del progetto originario, quella mancante di fronte al lido Matinelle. E l’assenza di quella barriera si è fatta particolarmente sentire nei mesi scorsi, in occasione del crollo del solarium del lido attrezzato.
L’impresa esecutrice è stata la Ciro Menotti di Ravenna, il costo dell’intervento di 500mila euro.
Alla non distante Baia del pescatore, invece, l’area di cantiere per la sistemazione dei frangiflutti è ancora area di cantiere. Non ci sono più gru e motopontoni, ma sono presenti ancora recinzioni transenne.
L’assessore ai lavori pubblici, Pietro Di Savino, ha assicurato il ripristino totale dello stato dei luoghi precedente ai lavori alla Baia del pescatore, dove le maestranze hanno realizzato un molo artificiale per favorire le attività di ruspa e moto pontone. Nel frattempo, forse per la sola erosione marittima e non vogliamo credere per i lavori in corso, il braccetto sottostante il Monastero di Colonna è ormai praticamente scomparso: anche in questo caso da palazzo di città rassicurano che tutto tornerà come prima e meglio di prima. E prima dell’inizio della stagione dei bagni.
A proposito dei bagni. Fa specie vedere l’Amiu già impegnata a sistemare l’ormai imponente distesa di sabbia della Baia del pescatore, operazione svolta in previsione della festa patronale del Crocifisso di Colona. Ma fa specie anche l’impietoso confronto fra questa parte della baia di Colonna e, appunto il lungomare Mongelli, luogo evidentemente refrattario alle distese limose.
Adesso, con la nuova versione dei frangiflutti, ci si gioca il futuro. Presto cominceremo ad apprezzarne i primi risultati. Ci auguriamo, per il bene dei luoghi e dei soldi pubblici spesi, che ne sia valsa la pena.
Nico Aurora