Fine mese, massimo primi di giugno. Sei mesi di servizio sperimentale, ma nel frattempo lo stesso servizio dovrà andare in gara e non è detto che Amet, che pure vi parteciperà, continui a svolgerlo.
Questi i tempi dei parcheggi a pagamento a Trani, servizio in predicato di partire, a cura di Amet Spa, ma ancora oggetto di ritardi sia a causa di problemi logistici (non ultime le processioni, che avrebbero stoppato la tracciature delle strisce blu sui basolati stradali), sia per le conseguenze che la recente delibera di giunta comunale ha determinato sul “business plan” dell’azienda.
Amet avrebbe dovuto assumere fino a quindici ausiliari del traffico per coprire nel migliore dei modi il servizio, ma l’estensione delle aree di parcheggio, l’aumento del numero degli stalli, la contemporanea riduzione del prezzo (da un euro ad 80 centesimi) e la definizione di una serie di tariffe agevolate (per residenti e categorie professionali) hanno indotto l’azienda di piazza Plebiscito a rivedere il progetto di partenza.
Qui, nell’intervista audio al presidente di Amet, Ninni De Toma, potrete ascoltare meglio ogni particolare. Non mancano le curiosità.
La prima è che Amet ha chiesto ai propri dipendenti di prestare servizio come operatori del traffico, svolgendo quindi lavoro straordinario: nessuno, però, ha dato la propria disponibilità.
La seconda è che, contrariamente a quanto era stato affermato in conferenza stampa, i grattini erano stati già stampati con, in calce, il prezzo di 1 euro: adesso servirà un bollino adesivo, con su scritto 80 centesimi, per oscurare il prezzo anacronistico. Ancora non stampate, invece, le vetrofanie: Amet, infatti, attende ancora chiarimenti in merito dal Comune.
Nel frattempo, lo “start up” del servizio è finora costato all’azienda 80mila euro, «che dovremo fare rientrare – dice De Toma – perché Amet ha il core business nella distribuzione e vendita di energia elettrica, mentre quello dei grattini è un servizio accessorio che non può e non deve determinare perdite».
