"La situazione del territorio di Trani, bellissima e incantevole cittadina, ricca di numerosi e importanti edifici storici-monumentali, è davvero disarmante/.../Manca la sensibilità verso il recupero e la conoscenza della storia e del passato nell'ambito del territorio".
Parole, queste, come macigni nei confronti dell'amministrazione tranese che si vanta di aver cambiato il volto della città, e di aver lasciato un'orma indelebile nella storia di Trani, come ebbe a dire un consigliere comunale di maggioranza per celebrare il suo sindaco, autore di promesse faraoniche rivelatesi autentiche bufale, come quella del costruendo teatro di Trani sull'area dell'Amet.
Il giudizio, pesantissmo, non viene dall'opposizione, che pure ha più volte denunciato le enormi incongruenze, ricevendo in cambio gratuite accuse di ostruzionismo e di danneggiamento dell'immagine di Trani.
A dichiararlo è Daniela Tansella, della Soprintendenza Archelogica di Bari, che certamente non è... manovrata dalla Sinistra.
La stessa, con grande sconcerto, rileva pure di aver "effettivamente constatato che all'interno della Cattedrale sono stati eseguiti scavi senza il preventivo coinvolgimento della Soprintendenza per i Beni Archeologici, sono stati rinvenuti ossari e non so se altro ancora. I lavori sono già stati ultimati".
Sulla questione di piazza Longobardi, Tansella chiarisce che «si è cercato di concentrare l'attenzione dell'amministrazione comunale che, invece, ha disatteso le nostre prescrizioni in merito alla disposta sorveglianza archeologica in cantiere nel corso dei lavori già eseguiti».
Ad avvalorare quanto rilevato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici circa la mancanza di sensibilità di chi governa Trani verso il patrimonio artistico, basta vedere come sta andando in rovina uno dei più significativi monumenti storici tranesi.
Impegnata a rifare piazze e a creare rotonde (l'ultima, quella di via Istria, è un vero rompicapo per gli automobilisti, del genere come ti complico una viabilità facile), l'amministrazione lascia andare in rovina il Tempio di Giano, risalente all'XI secolo, unico per tipologia nella nostra regione, situato al confine tra Trani e Bisceglie sulla provinciale Bisceglie-Andria.
La vegetazione, come dimostrano le immagini, sta minando la struttura soprattutto nella copertura a cupola centrale. All'interno il pavimento è un tappeto di escrementi di uccelli e altri animali che accedono attraverso le due entrate ad inferriate.
Una semplice rete appoggiata al muro, che un bambino di pochi può spostare senza alcuno sforzo, dovrebbe vietare l'accesso alla struttura.
A testimonianza della importanza storica di questo monumento protoromanico (il Tempio e la vicina chiesa di Santa Maria di Giano, quest'ultima in territorio di Bisceglie, anche se distante poche centinaia di metri, prendono il nome dall'antico "locus Januae" nel quale insistevano diversi casali) il comune di Trani provvide molti anni fa a restaurare l'antico tempio creando anche un vialetto di accesso per i visitatori e includendolo negli itinerari artistici extra moenia.
Lo stesso, il comune fece per Santa Geffa, soltanto che questo ipogeo paleocristiano può ritenersi più...fortunato perché affidato alle cure della cooperativa Xiao Yan che ha ulteriormente valorizzato anche il luogo circostante.
La dott. Tansella non entra nel merito degli altri "guasti" (chiesa-ristorante di Sant'Antuono, palazzo Caccetta e angiporto Ognissanti) denunziati da questa Federazione della Sinistra qualche giorno fa, poiché, dice, sembrerebbero di competenza del comune di Trani e della consorella Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici.
Ciò non toglie che i guasti ci sono in tutta la loro evidenza.
Cosimo Nenna
Segretario Federazione della sinistra
