(n.a.) Ancora un irritante inno allo spreco. E questa volta gli spreconi siamo noi. Ieri, infatti, ci siamo imbattuti in una decina di ruote di focaccia abbandonate in piazza XX Settembre, monumento (le focacce, altrimenti qualcuno se la prende con la solita stampa «noiosa») al degrado.
Lo scorso anno (6 febbraio) c’era stato persino di peggio: almeno venti chili di pane fresco finiti in un cassonetto in via Falcone e, da lì, in discarica. Per non parlare dell’assalto alla pasta del 16 dicembre, dopo la caduta del tir: anche allora, uno spreco biblico di merce che avrebbe meritato migliore sorte. Ma che barba, che noia.
La focaccia è stata abbandonata accanto ai cassonetti, fra la strada ed il marciapiede, a dispetto dei bisogni di tante persone, molte delle quali frequentano proprio quei luoghi. I “senza fissa dimora” di stazione e dintorni, ieri, avranno avuto più di un motivo per imprecare contro una società, che non è solo istituzioni, da “zero zero” come la farina di quei prodotti da forno buttati fisicamente per terra e moralmente in faccia al buon senso.
E adesso chi esporrà gli striscioni contro i protagonisti di questo scempio? Chi organizzerà una “focacciata” riparatrice? Chi allestirà lo stand dei tarallucci e vino?
