Nuovi sviluppi sul caso della morte del costruttore edile Nunzio De Girolamo. Oltre Nicola Lops, il presunto omicida di 58 anni che si è tolto la vita l'altro giorno in un podere di sua proprietà nei pressi del Ponte Lama, sarebbero indagati anche i figli, Savino e Lorenzo, rispettivamente di 34 e 30 anni, per concorso in omicidio ed occultamento di cadavere.
I due, infatti, sono titolari insieme con il defunto padre di un’impresa che esegue lavori a cottimo per conto terzi e che, a quanto s’è appreso, avrebbe realizzato lavori anche per De Girolamo. L’ipotesi investigativa, quindi, ruota intorno ad un possibile incontro fra le parti (nel casolare in cui De Girolamo trovò la morte venerdì scorso), presto degenerato in un diverbio che avrebbe mosso la mano omicida di Nicola Lops, aiutato dai figli ad occultare il corpo di De Girolamo nel pozzo in cui sarebbe stato poi ritrovato.
Probabilmente i responsabili, nel tentativo di occultare le tracce, avranno invece commesso alcuni errori dai quali è nata la rapida ricostruzione degli inquirenti, che già da sabato avevano messo sotto torchio i tre, e particolarmente Nicola Lops, inducendolo anche a cadere più volte in presunte contraddizioni.
Il suo gesto, quindi, sarebbe stato messo in atto per un triplice motivo: perché si sentiva braccato; per il rimorso; per assumersi la totale responsabilità dell'omicidio lasciandone fuori i figli.
Oggi, intanto, a San Giuseppe, i funerali di Nunzio De Girolamo.
