Sarà presentata per la prima volta in Puglia, ai “Dialoghi di Trani”, la mostra “Trasmigrazioni” del fotoreporter toscano Alfredo Bini, che racconta un viaggio lungo migliaia di chilometri attraverso il deserto del Sahara Nigerino per raggiungere la Libia, tappa forzata per le migliaia di persone in fuga dalla povertà, in cerca di lavoro, che sognano di giungere in Europa, via Lampedusa.
La mostra ha già fatto tappa l’anno scorso a Milano, realizzata in collaborazione con Witness Journal - FotoUp , nell’aprile scorso a Perugia, per il Festival Internazionale del Giornalismo, infine a maggio all’International Migration art Festival di New York è stato proiettato il multimedia, ricevendo numerose recensioni dai più prestigiosi media internazionali
“Io provo a focalizzare il mio lavoro sulla storia delle persone intrappolate” – ha spiegato al New York Times Alfredo Bini.
Infatti, il viaggio di Bini parte dal sud del Burkina Faso e poi risalendo verso nord passa attraverso tutto il Niger, per giungere fino a Dirkou, l’oasi dove avvengono le partenze per la Libia: da qui molti riusciranno a partire, ma quelli rimasti senza denaro, resteranno “stranded” intrappolati a Dirkou.
L’autore della mostra, che sarà visitabile al pubblico dei Dialoghi dal 9 al 12 giugno al Castello di Trani, è stato tra i primi occidentali ad entrare a Misurata, e precedentemente a Benghazi, durante fatti od avvenimenti importanti, tra cui, la presa di Ajdabya da parte delle forze del colonnello, i primi attacchi aerei di Gheddafi sulla città di Benghazi, l’approvazione della risoluzione Onu e la festa della popolazione per la notizia, l’attacco del raìs in città con truppe di terra, i bombardamenti Nato.
Scene di guerra e di straordinaria resistenza civile, che Alfredo Bini presenterà al pubblico dei Dialoghi in un’altra sala del Castello, raccontando la sua esperienza dal fronte libico.
Le immagini del fotoreporter, forti ed eloquenti nel mettere a nudo gli orrori della guerra, hanno fatto il giro del mondo: sono state riproposte dalla BBC, e pubblicate su importanti quotidiani come il tedesco Die Tageszeitung, Le Figaro, l’Unità e il Corriere della Sera.
