Parte la prefettura, ma forse frena la sicurezza. Sembra questo il senso di una nota sindacale in cui si lancia l’allarme sull’imminente depauperamento dei commissariati di polizia di Barletta e Trani, dai quali sarebbero trasferite alcune unità lavorative per favorire l’attivazione dei servizi dell’Ufficio territoriale del governo di Barletta-Andria-Trani.
A sollevare il problema Gennaro Lanotte, segretario provinciale aggiunto del Coisp, che manifesta « seria preoccupazione per il trasferimento di dipendenti civili in assenza di opportuna ed adeguata sostituzione. Il rischio – secondo il Coisp - è che il lavoro amministrativo e burocratico svolto dai dipendenti civili dovrà essere svolto dai poliziotti i quali, già in numero molto esiguo, non potranno che essere distolti dai loro compiti istituzionali di controllo del territorio e contrasto alla criminalità».
Nel dettaglio, il progetto riguarderebbe nove unità lavorative (sei a Barletta e tre a Trani), che dal primo giugno dovrebbero essere trasferite presso la prefettura della nuova provincia. «Al momento – spiega Lanotte - per quello che è dato sapere, a Trani non sono previste sostituzioni, mentre a Barletta, a fronte di sei unità trasferite in prefettura, sembra che ne arriveranno solo due in commissariato».
La nota del Coisp viene rivolta specificatamente al questore di Bari, Giorgio Manari, confidando «in un Suo autorevole intervento volto a garantire che gli standard di efficienza della prefettura non vadano a compromettere seriamente quelli dei commissariati di Barletta e Trani. Come spesso accade, infatti – conclude il Coisp -, la coperta che viene tirata da una parte, inevitabilmente, va a scoprire l’altra parte. Accade, quindi, che per fare funzionare una macchina (la prefettura) se ne renda meno efficiente un’altra (i commissariati di Barletta e Trani)».
