È terminata nel giro di due ore la protesta estrema delle due persone, rispettivamente di 65 e 58 anni, che intorno alle 16 si erano issate sulla sommità di una gru e minacciavano di lanciarsi nel vuoto. Il fatto si è verificato all’interno del centro Jobel, nell’area di cantiere dell’oratorio in costruzione.
Sul manufatto due ospiti della casa d’accoglienza del centro, non disagiati mentali, che chiedevano di restare lì perché non hanno una dimora. I due risiedono al Jobel da alcuni mesi, sono stati ospitati nello spirito dell’accoglienza e solidarietà che pervade il centro, ma l’attività residenziale fissa è destinata a persone con disagi di carattere mentale. Pertanto, nel momento in cui è stato comunicato loro che avrebbero dovuto lasciare la casa d’accoglienza per decorrenza dei termini, che erano loro ben noti, è scattata la plateale protesta.
I due uomini, però, hanno riferito ad alcuni degli astanti di avere problemi economici che non permettono loro di condurre tenori di vita tali da permettersi il fitto di una casa.
Dopo numerose trattative e richieste, compresa quella di parlare con il vescovo ed il sindaco, è stato il responsabile del centro Jobel, Don Mimmo De Toma, che è anche vicario territoriale della diocesi, a convincere i due a scendere dalla gru. Per il momento è stata assicurata loro una proroga, quantunque si sia fatto loro presente che la loro presenza lì sottrae due posti ad altrettante persone con svantaggi decisamente maggiori rispetto ai loro.
Sul posto Polizia, Carabinieri, Polizia locale, Vigili del fuoco, operatori del 118 e psicologi.
