La protesta pacifica dei residenti tenutasi lo scorso 4 giugno contro la mancata rea-lizzazione del sottovia ferroviario di Via De Robertis – Via Annibale Maria di Francia è il risultato dell’inefficienza dell’amministrazione nella ricerca di una soluzione diretta ad evitare che un intero quartiere venga tagliato fuori dal centro cittadino. Infatti, non appena verranno ultimati i lavori dell’alta velocità, è prevista la chiusura del passaggio a livello giusta convenzione sottoscritta dalla Società Rete Ferroviaria Italiana e dal Comune di Trani.
L’amministrazione non può limitarsi a scaricare la responsabilità di tale situazione alla Sovrintendenza ai Beni Ambientali, Architettonici ed Artistici ma, piuttosto che prestare acquiescenza al parere espresso circa il vincolo del muro in tufo dell’ex opificio La Pietra che impedirebbe la esecuzione delle opere dei sottoservizi e della realizzazione del sottovia, avrebbe dovuto perseguire ogni più opportuna iniziativa, anche in sede giudiziale, per la tutela degli interessi della collettività.
Evidentemente il problema di centinaia di famiglie e di migliaia di pedoni a cui verrà impedito di raggiungere il centro cittadino è secondario rispetto ad altri interessi di rilevanza economica che, invece, nella stessa area, hanno trovato soluzione e non hanno visto intervenire la Sovrintendenza con così tanta solerzia e diligenza.
La rassegnazione con la quale l’amministrazione accetta ed, a questo punto, condivide il parere della Sovrintendenza, appare inspiegabile se pensiamo che il comitato di quartiere Stadio – Alberolongo ha posto la questione sin dal 2004.
Non si può certo dire che il muro di Berlino non avesse una valenza storica: eppure è stato abbattuto!
Chiediamo chiarezza e trasparenza per i cittadini.
Piuttosto che annunciare progetti avveniristici di un sovrappasso ciclopedonale di improbabile attuazione, posto che l’opera del sottovia è urgente, necessaria ed indifferibile, sarebbe opportuno rivedere le autorizzazioni amministrative rilasciate dall’autorità comunale e dalla stessa Sovrintendenza per l’intera area al fine di cogliere le ragioni tecnico-giuridiche che hanno consentito l’apertura di cantieri per la realizzazione di manufatti edilizi anche con abbattimento di opere preesistenti dell’ex sito industriale, da un lato, ed invece sono ostative alla realizzazione dei un’opera pubblica, dall’altro, sospendendo ogni attività per integrare nel progetto complessivo dell’area La Pietra il sottovia ferroviario.
In ultima analisi, ci consta che esiste un progetto degli anni ’90 che prevedeva la realizzazione del sottovia ferroviario, seppur con unico senso di marcia: progetto che potrebbe essere “rispolverato” e realizzato con gli opportuni adeguamenti.
Alleanza per l’Italia Trani
Avv. Alessandro Moscatelli
