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Trani, l'assessore Paolillo commenta i dati del referendum: «Niente più obbligo di privatizzare Amet ed Amiu»

«Tralascio di contestare le svariate considerazioni di più di qualche esponente politico di centro sinistra in base alle quali pare che l’istituto del referendum sia appannaggio di una sola parte politica e non sia, invece, uno dei più importanti strumenti di partecipazione democratica del nostro Pese. In realtà l’esito del referendum ha dimostrato come anche gli elettori di centro destra si siano recati alle urne contribuendo anch’essi alla vittoria dei Si.

D’altronde anche i vertici nazionali dei partiti di centro destra non solo non hanno sostenuto l’astensionismo, come accaduto in occasione di precedenti quesiti referendari ma, soprattutto, hanno lasciato agli elettori ampia libertà di scelta. Tuttavia ciò che preme evidenziare allo scrivente attiene ai riflessi ed alle probabili conseguenze sulla politica locale della vittoria dei Si, con particolare riferimento ad un preciso quesito referendario che, leggendo i recenti commenti apparsi sui media locali, non sono state oggetto di disamina.

Il quesito referendario comunemente denominato “sulla privatizzazione dell’acqua” potrebbe avere importanti risvolti anche sulle politiche gestionali del Comune di Trani. Infatti con la vittoria dei SI, tale quesito referendario ha sancito l’abolizione dell’art. 23-bis del D.L. n. 112/2008 sui servizi pubblici a rilevanza economica. Per il Comune di Trani, quindi, che ha la totale partecipazione in due aziende (AMET ed AMIU) che gestiscono quasi esclusivamente servizi pubblici locali a rilevanza economica, non vi è più l’obbligo di legge di procedere alla privatizzazione del 40% del capitale sociale entro il 31.12.2011 al fine di poter mantenere la gestione di tali servizi.

E’ evidente, quindi, che se tale scelta voglia essere comunque perseguita, lo si potrà fare senza la obbligatorietà di una norma di legge. Se, invece, si ritiene che le nostre Aziende siano in grado da sole di gestire tali servizi e se ciò sia economicamente più vantaggioso per l’Ente e per la collettività, potranno continuare ad esistere i c.d. “affidamenti in house” dei servizi pubblici di maggior interesse per il nostro Comune, quali ad esempio il trasporto pubblico, gestione dei parcheggi a ras, ecc. ecc.

L’esito referendario ha sancito inequivocabilmente la volontà del cittadino a che i servizi pubblici essenziali siano forniti a tutta la collettività, abbienti e non abbienti, in egual misura e che siano, inoltre, di buona qualità. D’altronde non dimentichiamoci che il capitale delle società partecipate non appartiene agli enti pubblici o ai loro rappresentanti ma è di tutti i cittadini.

Ai cittadini interessa poter continuare a riempire liberamente le bottiglie d’acqua presso le fontane pubbliche, a prendere le circolari a prezzi accessibili, ecc. ecc., altro che i bilanci. Questo ritengo che sia il dato su cui lo scrivente invita gli esponenti politici ad una attenta riflessione locali al fine di meglio calibrare l’attività sociale e politica e gli obiettivi dei prossimi anni».

 

L’Assessore alla Polizia Locale

 

Avv. Giuseppe Paolillo

 


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