«E' da riconoscere che molteplici sono stati, in questi anni, gli interventi dell'amministrazione per il recupero del centro storico: numerose le arterie di via Beltrani completamente ripavimentate. Monitorando come sempre il nucleo antico, non abbiamo potutro far a meno di notare la situazione in cui versa via Dogana Vecchia». A scriverci è il referente cittadino di Fare Verde, Andrea Moselli.
Siamo in pieno centro storico, in uno degli scorci più suggestivi della nostra città, dove come ricorda Moselli, «vari e di diverse epoche sono gli stili degli archi che lo compongono: da quello piu alto della città, fatto erigere da Gattola, nel corso dell'ottocento per rafforzare il suo fabbricato, ai medievali archi della dogana a sesto acuto e tutto tondo che si susseguono al termine della strada».
«Una strada pregna di storia, che potrebbe rivelarsi anche molto interessante da approfondire. Secondo le tesi riportate nel testo "La città come organismo" di Strappa Ieva Dimatteo, la zona riprende la posterula della murazione longobarda; mentre il Capozzi in "Guida alla città di Trani" accenna alla presenza di diramazioni sotterranee» scrive Andrea.
Essendo una strada così particolare e bella, è meta di fotografi e turisti che cercano di trarne spunto per foto ricordo che diventano vere e proprie "cartoline da Trani", e come ci segnala Andrea con la sua passione per la storia della nostra città e del centro storico, «la centrale ubicazione la rende un passaggio obbligato per chi da via Beltrani volesse ammirare palazzo Palagano per dirigersi alla torre di Brolo e a Porta Antica o viceversa. Un tratto quindi di primaria importanza fra i percorsi turistici, ultimamente in condizioni sempre piu preoccupanti».
Ma l'idillio della storia finisce quando inizia la realtà contemporanea documentata con le fotografie «anche se il tanfo di urina non rende nello scatto - scrive Moselli - ed è tragico esserci accorti della presenza di siringhe. Ci auguriamo quanto prima che l'assessorato al centro storico faccia tempestivi sopralluoghi, spronando la compagine ad attivarsi».
Siringhe poggiate nel muro, basole ormai rovinate e pochi controlli in una delle zone che una città che vorrebbe puntare sul turismo che non sia "il mordi e fuggi" di chi fotografa la Cattedrale e il Castello Svevo, dovrebbe valorizzare in tutto il suo splendore di pietra e storia.
d.d.
