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Ospedale unico, da Trani si rilancia il progetto con una nuova spinta ed una base più larga

Pieno mandato alle città di trovare un’ampia intesa dal basso e, predisporre un progetto forte e presentarlo alla Regione Puglia. E se non dovessero bastare Trani e Biasceglie, si proverà ad allargare l’utenza dell’ospedale unico anche ad altri comuni, purché sia riconosciuto alle nostre comunità il diritto ad una sanità di qualità. Nelle more, massima tutela ed ottimizzazione dell’esistente, anche passando per inevitabili, ma ormai necessari accorpamenti di reparti.

Queste le linee che ci si è dati al termine dell’incontro, tenutosi ieri sera a San Luigi, sulla sanità del territorio ed il problemi dell’ospedale unico Trani-Bisceglie. A promuoverlo, una serie di associazioni, capofila delle quali è stata “Etica e politica”. Ma l’incontro, moderato dal nostro direttore responsabile, Nico Aurora, ha avuto il pregio di andare completamente oltre gli steccati politici, facendo sedere allo stesso tavolo il sindaci di Trani e Bisceglie (Pinuccio Tarantini e Francesco Spina), un componente la commissione regionale sulla sanità (Patrizio Mazza), il direttore generale dell’Asl Bt (Rocco Canosa), e dando la possibilità ad addetti ai lavori, politici e semplici cittadini di intervenire e dire la loro.

Ad introdurre i lavori, il responsabile del servizio di Medicina dello sport di Trani, Mauro Mazzilli, tra i fondatori di “Etica e politica”: «Oggi volevamo riunire, e ci siamo riusciti, tutte le parti in causa sul futuro della sanità nel territorio. Ci auguriamo che le città e rispettive forze politiche facciano sentire una voce autorevole e compatta presso la Regione Puglia. Per aiutare la Regione ad operare secondo il buon senso, sarebbe opportuno accorpare nel progetto anche Corato, così da realizzare il nuovo plesso ospedaliero in una zona baricentrica fra i tre comuni ed ottenere un bacino d’utenza vasto, più vasto di quello di Barletta. Nelle more, la direzione generale proceda con gli accorpamenti».

Per Mazza, «se questa comunità locale ha la capacità di creare un’alternativa assistenziale concreta e qualificata, lo faccia con forza e troverà asilo. Ma le professionalità devono uscire dagli ospedali ed operare nel territorio, operando una de-ospedalizzaizone che ricrei negli ospedali lo spazio per un’assistenza a chi ne ha veramente bisogno».

«Io continuerò a sostenere fortemente la concertazione dal basso – ha detto poi Spina -. perché Bisceglie e Trani non possono permettersi di andare divise: basta con le lobby ed i centri di potere, si vada verso soluzioni veramente unitarie. E ben vengano altre città che vogliano unirsi a questo progetto».

Per Tarantini, «la conferenza dei sindaci deve ritrovare la sua centralità, ed io non darò l’assenso a nulla se, prima, non mi si illustrano le alternative. Io sono per una diffusa medicina del territorio e per evitare i reparti doppione. Ma ogni cosa si deve fare a carte scoperte, e con gli strumenti che la stessa Regione ci ha assegnato. Condivido l’impostazione comune di allargare la struttura ad altre città, per darle ulteriore forza e non farne un discorso di campanile».

Rocco Canosa si dichiara «propenso a discutere così, e condivido il rafforzamento dell’ospedale su una qualsivoglia direttrice, ma dobbiamo inquadrare ogni progetto nella sostenibilità economica. Ed allora, si costituiscano tavoli tecnici, allargati anche alle rappresentanze dei cittadini. Ma senza pensare ai nostri orticelli, altrimenti saremmo vittime della nostra solitudine».

Un più ampio resocondo della serata, integrato dagli interventi del pubblico, apparirà sul prossimo numero de «Il giornale di Trani».


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