Una presentazione alla città nell’attesa che il servizio effettivo parta lunedì prossimo. Al momento ci sono quattro punti raccolta per le bici, trentadue cicli disponibili e due luoghi di riferimento per le tessere, vale a dire il Comando della Polizia municipale e l’ufficio decentrato della Pm presso la darsena.
Il servizio si rivolge soprattutto ai cittadini che vorranno effettuare spostamenti brevi e rapidi in città, evitando l’uso dell’auto, ma anche a chi vorrà svagarsi un po’ pedalando, turisti compresi. L’obiettivo è l’estensione del servizio anche ad altri luoghi, ma in questo caso dovrà essere il Comune a farsi carico delle spese, perché al momento bici, colonnine, tessere e manutenzione sono finanziate dalla Provincia, quella di Bari peraltro.
«Traninbici» è così pronto a partire con la speranza che piaccia, sia utilizzato e, soprattutto, ben mantenuto dai cittadini. I parcheggi delle bici sono controllati da telecamere in tre punti su quattro (piazza Plebiscito, piazza XX Settembre, via Alvarez nei pressi del castello), mentre in piazza Marinai d’Italia ci si affida alla vigilanza giurata che sorveglia il lungomare Mongelli ed al ristoratore che le biciclette le ha proprio davanti alla sua auto-paninoteca.
«Più bici, meno auto» è il concetto espresso unanimemente dal sindaco, Pinuccio Tarantini, e dall’assessore al ramo, Giuseppe Paolillo. Quando arrivammo noi – ricorda il primo cittadino – qui in piazza Plebiscito c’erano tante auto ed un’aiuola in stato di abbandono, mentre adesso troviamo le bici e l’aiuola, come a me piace sempre fare notare, zampilla». E Paolillo, a sua volta, fa notare che a Trani sono nate prima le piste ciclabili e poi le bici a noleggio. L’utilizzo delle prime è cresciuto in maniera esponenziale, siamo certi che anche il servizio andrà bene sulla spinta di quelle e della voglia che si avverte in città, anche e soprattutto fra i giovani, di pedalare piuttosto che guidare».
Il noleggio delle bici, lo ricordiamo, avverrà grazie ad una card del costo di 15 euro e costerà 50 centesimi l’ora, la prima gratis.
(foto Luciano Zitoli)
