Tanto rumore per nulla. Al momento di stringere e trarre il dado, i consiglieri comunali hanno deciso a maggioranza che non devolveranno verso alcunché i loro gettoni di presenza. E Riccardo Gagliardi, del Pdl, dopo avere chiarito che «la mia era una proposta a titolo personale», ha poi reso la dichiarazione di voto favorevole al bilancio.
Per la cronaca, l’emendamento di Gagliardi è stato proposto, discusso e votato ugualmente, sortendo l’effetto prevedibile: soltanto 9 voti favorevoli a fronte di ben 20 contrari, 5 astenuti e 7 assenti:: tanto rumore per nulla, appunto, come era prevedibile che fosse. Decisivo il solito intervento “perfetto”, dal punto di vista oratorio, del sindaco Pinuccio Tarantini: «Dal punto di vista dei costi della politica, quest’amministrazione non ha mai scialacquato denaro e, quindi, non vedo perché Trani si debba tagliare gli stipendi sulla scorta di un’onda emotiva che viene, forse a sproposito, da altre città (Andria, ndr)».
Ancora più scontato, quindi, l’esito del bilancio preventivo: 26 voti favorevoli e 7 contrari, mentre 8 sono risultati gli assenti.
La manovra preventiva 2011 del Comune, per la cronaca, è di 114 milioni. Una parte delle entrate dipenderà dal gettito derivante dal condono fiscale, approvato con 23 voti favorevoli, 17 assenti ed un solo voto contrario.
Dal condono, che riguarderà Ici, Tarsu, Tosap e affissioni, dovrebbero arrivare circa 700mila euro, cui dovrebbero aggiungersi altre non meglio precisate somme derivanti dal recupero delle multe stradali non pagate.
Il bilancio è stato discusso ed approvato lo scorso 29 giugno, ad un giorno dalla scadenza oltre la quale, se non fosse passato, avrebbe determinato lo scioglimento del consiglio comunale. Inevitabile, quindi, che si dovesse approvare anche in presenza di un parere dei revisori dei conti favorevole sì, ma condito di particolari censure proprio in merito al condono, le cui ipotetiche entrate è parso a molti essere state già impegnate e, in alcuni casi, persino pagate.
