Nei giorni scorsi l’autorità marittima locale, nel pieno e condiviso esercizio del suo egregio dovere, ha provveduto a sequestrare una piccola ringhiera in legno sistemata in corrispondenza di una malridotta scala che consente la discesa a mare sul tratto di costa a Sud della città di Trani, subito dopo le Matinelle.
L’operazione, evidentemente eseguita per la tutela delle norme, ci porta tuttavia a fare alcune riflessioni.
Forse pochi sanno o ricordano che la stradina demaniale che costeggia tutto il tratto di costa a partire dal lido Matinelle, poiché in stato di completo abbandono e degrado e pericolosa da percorrere per il pericolo di crollo, è interdetta al transito.
Tuttavia, la mancanza di accessi al mare o la loro chiusura con cancellate di ville private che si trovano in corrispondenza di quel tratto di costa, induce moltissimi cittadini, con al seguito bambini in tenera età, ad affrontare il pericolo per permettersi il “lusso” di godersi il mare più bello della città, purtroppo privilegio di quei pochissimi che lì hanno le loro residenze.
Noi stessi, nel corso degli ultimi vent’anni, abbiamo firmato esposti e denunce alla procura per risolvere il problema degli accessi al mare negati per chilometri di costa ed evitare gli scontri estivi tra i proprietari delle ville e i cittadini che reclamavano il passaggio pedonale, da ricavare tra le diverse costruzioni.
Bisogna riconoscere che alcuni proprietari delle villette lì sistemate, al contrario di altri, con molto buon senso e cortesia hanno consentito il libero accesso al mare a tutti tenendo aperto il cancello di accesso.
In alcuni casi, abbiamo appreso che le nostre denunce, finalizzate a rendere il mare libero per tutti, sono state archiviate per la difficoltà di ricostruire le vicende della proprietà dei terreni e delle stradine che scendono al mare.
In altri casi, al fine di arrivare a una soluzione, abbiamo cercato di percorrere la strada della proposta amministrativa suggerendo al Comune e all’ufficio tecnico comunale varie ipotesi progettuali concrete quali ad esempio l’acquisto o l’esproprio di piccole fasce di terreno dai privati da rendere pubblico passaggio, la messa in sicurezza, d’intesa con il Demanio, delle scalette a mare esistenti, la creazioni di piccoli parcheggi nei terreni incolti.
Naturalmente realizzare tali proposte significa investire risorse, magari rinunciando ad una piazza marmizzata, ma legittimamente l’amministrazione ha avuto altre priorità che quella di rendere accessibile il mare a tutti.
Infatti, nessuna delle nostre proposte è stata considerata rimandando tutto al Piano urbanistico generale che dovrebbe prevedere, chissà quando, degli accessi al mare.
Per tale motivo, chilometri della costa più bella della nostra città restano inaccessibili ai comuni cittadini ed obbrobri e mostri in cemento continuano a rimanere a fare bella mostra sulla battigia: come la piattaforma con relativa casetta in cemento armato, “regolarmente concessionata” che si trova a ridosso del mare o il passaggio sotterraneo da noi documentato fotograficamente, che consentiva l’accesso al mare passando al di sotto della stradina demaniale.
Concludendo: le grosse schifezze ambientali sul mare rimangono intoccabili, il mare pulito è privilegio di pochi e le piccole ringhiere di legno vengono sequestrate come luogo di chissà quale omicidio con tanto di nastro biancorosso. E la colpa, come al solito, è dei Verdi. Consiglieremmo di andare in piazza Quercia a guardare il mare.
Michele di Gregorio - Francesco Laurora
Consiglieri comunali Verdi Trani
